Paulo Fonseca va avanti, terminerà il suo contratto con la Roma in scadenza il 30 giugno e non ci sarà il rinnovo. Né quello automatico, che sarebbe scattato in caso di raggiungimento del quarto posto e quindi con la partecipazione alla prossima Champions League, né quello deciso tra le parti. Parti che hanno già chiarito le loro posizioni internamente e che si separeranno al termine di questa seconda stagione. Ieri, nel giorno di riposo della squadra, al centro tecnico Fulvio Bernardini è andato in scena un incontro di circa un'ora tra il portoghese e la dirigenza. Da Trigoria e dall'entourage del giocatore filtra che non c'è stata alcuna richiesta di dimissioni - più di una voce era circolata in giornata nella Capitale in tal senso - ma un confronto sul finale di stagione che la Roma si appresta a portare avanti. Con Fonseca, salvo colpi di scena clamorosi nelle prossime settimane (ma appare da escludere un esonero se ad oggi mancano solo quattro giornate alla fine del campionato). La squadra sotto la guida di Fonseca è ancora in grado di scendere in campo salvando la dignità e provando a difendere quel poco che le rimane? È questa la domanda che devono essersi fatti ieri a Trigoria, dove era presente anche l'agente dell'allenatore, Marco Abreu, che da qualche giorno è a Roma per stare accanto al suo assistito (ieri con sigaretta alla mano nel parcheggio del centro sportivo giallorosso).

Fonseca vuole andare avanti, la risposta. Né esonero, né dimissioni: in entrambi i casi non ci sarebbero problemi di soldi, visto che rimarrebbero meno di due mesi di contratto, che sarebbero comunque onorati dal club. Né esonero, né dimissioni. In entrambi i casi una macchia finale oltremodo punitiva per il tecnico (dopo le brutte figure già rimediate sul campo) anche in vista di un nuovo incarico in un altro club e soprattutto poco funzionale per la società a cambiare le cose per il triste epilogo di stagione della Roma, attualmente a 9 punti (potenziali 12) dal sesto posto, ritenuto come minimo impronosticabile prima di gennaio (dalla settimana di derby e Coppa Italia con lo Spezia, per intenderci, in avanti).

Alla proprietà non sono piaciute affatto le ultime prestazioni, sempre più scadenti, della squadra, sempre più fragile e troppo apatica non appena il gioco si fa duro. Né devono esser passate inosservate alcune dichiarazioni delle ultime settimane rilasciate da Fonseca, nelle quali l'allenatore nato in Mozambico - quasi mai in passato alla ricerca di alibi - ha fatto riferimento agli infortuni (perplessità diffuse in società anche per quanto riguarda lo staff medico, per la verità) e indirettamente a una rosa ristretta di giocatori affidabili. «È stato difficile sostituire i giocatori importanti infortunati», ha detto Fonseca a Marassi.

Tra l'Europa League e Sarri

Ora c'è il ritorno con lo United in Europa League da onorare, la Roma non può permettersi altri scivoloni eclatanti, Fonseca regge anche se non sarà facile organizzare una formazione all'altezza a fronte di tante defezioni. E proprio dopo la gara con i Red Devils potrebbe entrare nel vivo il discorso relativo al prossimo tecnico, visto che secondo alcuni rumors di mercato sarebbe in agenda un incontro tra Tiago Pinto e Fali Ramadani, il manager di Maurizio Sarri, che è in cima ai pensieri della società per riprogrammare la Roma. Strategie e richieste di mercato con il tecnico toscano devono ancora sposarsi. Il budget sul della squadra giallorossa sarà commisurato ai risultati sportivi, è vero, ma ci sarà un aumento di capitale di circa 150 milioni: i Friedkin sanno che per la prima vera (e intera) stagione targata Houston servirà un rilancio e non potranno non presentarsi con un tecnico di alto livello.