All'indomani del suo esordio da titolare nella gara vinta contro il Torino, il difensore Hector Moreno è intervenuto ai microfoni di Roma Radio. Queste le sue dichiarazioni:

Cosa hai provato a scendere in campo dal primo minuto.
"Sono molto felice di poter giocare con la squadra, fanno piacere anche le parole del mister. Sapevo che avevo bisogno di imparare il calcio italiano, perché come ha detto il tecnico io ero abituato ad un tipo di calcio totalmente diverso: per tutta la mia carriera calcistica, gli allenatori mi hanno sempre fatto giocare uno contro uno, marcando il mio uomo. Ma in due/tre mesi che sono qua ho già imparato molte cose che mi stanno facendo crescere".

Il campionato italiano è il più difficile? 
"Per me sì, è molto tattico, forte e fisico. Ho giocato in Spagna e Olanda, ma questo è così. Gli attaccanti delle squadre avversarie sono forti, è importante essere forti fisicamente".

Hai fatto il regista difensivo… 
"Ho avuto la fortuna di avere grandi allenatori come Van Gaal o Pochettino, gente a cui piace giocare quindi sono cresciuto. Giocare la palla è più bello che correre dietro agli avversari, ognuno di noi ha il suo ruolo e prova a fare il meglio per la squadra. L'importante è che la squadra sia bene, per migliorare ogni situazione serve lavoro".

Preferisci giocare a 3 o a 4? 
"A 4 mi trovo bene, sono abituato a tutti e due. In Nazionale c'è stato in periodo in cui giocavamo a 3 ma mi trovo bene anche in questo modo, c'è più libertà e spazio con la palla. C'è anche più spazio per la marcatura dell'uomo ma io sono abituato a entrambi. Ma durante la gara può anche trasformarsi tutto, quindi va bene. Alla fine è l'importante non prendere gol. Poi aiuta sapere le qualità dei compagni per aiutarci a vicenda".

Kolarov ieri ha detto: "Sono stato subito accettato nello spogliatoio e mi sembra di giocare qui da deu anni". Anche tu lo pensi? 
"Si, penso che abbiamo un gruppo buonissimo che ti fa sentire in casa. A Kolarov è andata meglio perché parlava italiano meglio di me, e all'inizio mi vergognavo un po' a parlare. Adesso è meglio, domando e quando mi rispondono capisco e non annuisco solamente. Ora è meglio, mi trovo benissimo sin dal primo giorno qui e nella città".

Quanto era importante vincere ieri, anche per dare continuità alla bella gara di Londra? 
"Importantissimo, era difficilissimo e prima di andare lì mi avevano detto che la Roma non vinceva da 4 anni. Dopo Londra sentivamo un po' di rimpianto e volevamo continuare le buone prestazioni. Adesso abbiamo tre partite in casa quindi era fondamentale vincere questa fuori, ora con i tifosi in casa sarà più facile".

Alisson si è fatto la doccia? Sono quattro trasferte in cui si subiscono pochissimi tiri in porta...
"Questo non dipende solo dal difensore ma da tutti, anche gli attaccanti. Corrono e sporcano la giocata, quindi per noi è più facile. Il lavoro è di tutta la squadra, siamo contenti di come stiamo crescendo in questi mesi e sento che possiamo fare di più".

Cosa significa per un messicano stare a Roma? E' uno dei paesi più cattolici al mondo...
"Speciale, mi faceva piacere venire qua. Ci sono stato due volte e volevo vivere e stare qua, adesso per il Messico è una cosa bellissima. Settimana scorsa sono stato in Vaticano ed è stato bello per la mia famiglia, siamo tutti cattolici".

Sei molto seguito in Messico: abbiamo più tifosi ora? 
"Li avevamo già perché la Roma è un grande club, ora che sono arrivato anche di più. Alla gente piace il calcio, siamo pochi giocatori in Europa, se non sbaglio siamo 13, forse 14. Anche gli altri sono in grandi squadre, ma come la Roma non c'è nessuno: sono felice. L'ho detto dal primo giorno, se faccio bene qua tutti mi guardano dal Messico e i giocatori messicani possono guadagnarsi spazio".

Come parli con gli altri centrali, visto che siete tutti di nazionalità diversa? 
"Italiano, per questo ho imparato subito! La comunicazione è importantissima, c'è tanto rispetto e ammirazione reciproca. Questo rende tutto più facile, tutti vogliono giocare, ma sono contento se Fazio, Jesus o Manolas è in campo e gioca bene. Mi fa piacere se la squadra vince, se la Roma va bene è meglio".

Cosa ti ha detto il mister quando sei entrato in campo?
"Mi ha detto di giocare come so, e di ricordarmi il lavoro svolto in settimana".