«Ma che è successo a Manchester?». «No comment». «Ora che accadrà?». «No comment». «Ci sarà una rifondazione romanista?». «No comment». «Come vi chiamate?». «No comment». Un ritornello ripetuto all'infinito, due parole che non dovrebbero dire niente, ma che in realtà dicono tutto. Ovvero lo stato d'animo di Dan e Ryan Friedkin dopo il set incassato all'Old Trafford che ha ucciso il sogno di festeggiare il loro primo anno da proprietari con una finale europea. Una delusione enorme. Soprattutto per come è maturata. Cioè dopo essersi illusi, tutti, alla fine di un primo tempo che aveva legittimato il sogno. E invece in quarantacinque minuti tutto si è ribaltato, mettendo la Roma, tutti, dal primo all'ultimo, nella condizione di dover fare i conti con una stagione ai confini, a voler essere buoni, del fallimento.

Il colpo incassato è stato durissimo. La proprietà lo ha accusato, Fonseca è descritto come devastato da quanto accaduto, i giocatori sono schiacciati da una responsabilità che, per l'ennesima volta, non sono stati in grado di sopportare. È una Roma ferita in modo grave quella che, ieri, è rientrata a Trigoria, accompagnata dall'amministratore delegato Guido Fienga e dal general manager Tiago Pinto. I Friedkin non si sono visti, ma è probabile che oggi vogliano fare il punto della situazione, in chiave futuro, con tutti i dirigenti impegnati nel settore calcio che poi, anche se qualcuno se lo è dimenticato, è il core business di una società che come principale obiettivo deve avere quello di buttare in rete un pallone una volta più degli avversari. C'è la necessità di restituire un futuro a una tifoseria tramortita dopo quanto successo a Manchester.

La proprietà ne è consapevole. Tocca ai Friedkin, adesso, ripartire da zero per costruire la loro prima, autentica, Roma. Quella di questa stagione, con il cambio di proprietà avvenuto il diciassette agosto scorso, è più figlia della precedente gestione, conseguenza della mancanza di tempo per mettere mano sul serio alle questione calcistiche, soprattutto a fronte di numeri di bilancio non proprio da applausi a scena aperta. Adesso, però, dopo la sentenza finale dell'Old Trafford, si deve ripartire, programmando un futuro diverso e migliore, investendo pur nella consapevolezza che i numeri del bilancio sono ancora lì a segnare un profondo rosso (da quello che ci risulta è stato già pianificato un nuovo aumento di capitale non inferiore ai centocinquanta milioni di euro) .

C'è un lavoro enorme da fare. Soprattutto per Tiago Pinto, chiamato a una serie di scelte fondamentali, con l'avallo sempre della proprietà, che cominceranno a dare i contorni del futuro giallorosso. Allenatore e mercato le principali questioni che terranno banco nelle prossime settimane.

Partiamo dal tecnico. Pur con tutta la simpatia, l'avventura romanista di Paulo Fonseca si è conclusa. Lo sarà alla conclusione di questa stagione, anche se nella giornata di ieri è circolata la voce (smentita da Trigoria e viale Tolstoj) di un esonero immediato del portoghese. Pinto ha fatto sapere di avere le idee chiare sul prossimo allenatore. Che, secondo le ultime indicazioni e indiscrezioni, dovrebbe essere Maurizio Sarri. Pure se a noi risulta che il tecnico toscano finora non ha avuto nessun contatto diretto con la dirigenza giallorossa. Di sicuro, però, c'è stato più di un contatto con il procuratore dell'allenatore, Ramadani. Contatti in cui le parti si sono piaciute ma senza prendere ancora una decisione definitiva, anche perché il tecnico fino al trenta maggio non può prendere una decisione visto che ha un'opzione di rinnovo per un anno a favore della Juventus, opzione che nel caso non fosse esercitata gli garantirebbe una buonuscita da due milioni e mezzo, soldi a cui Sarri non vuole rinunciare. Difficile insomma che prima di giugno, se il prescelto come sembra sarà Sarri, ci possa essere un annuncio ufficiale.

Pinto, oltre all'allenatore, è alle prese con un mercato tuttaltro che semplice. Il budget dipenderà molto dalle cessioni, ma per quello che ci risulta finora per nessun giocatore a libro paga della Roma, è stato trovato un accordo per cederlo in cambio di cash e possibilmente pure di una plusvalenza. In particolare i cinque prestiti importanti, Florenzi, Nzonzi, Kluivert, Under, Olsen, al momento attuale sembrano tutti destinati a rientrare a Trigoria. E la cosa rappresenta un ulteriore problema, anche se Pinto quotidianamente si rapporta con Psg, Rennes, Lipsia, Leicester ed Everton per trovare una soluzione. Se a questo si aggiunge che pure per Pastore, Fazio, Santon non è che ci sia la fila per acquistarli, a Tiago Pinto non si può che augurare in bocca al lupo e buon lavoro.