Quattrocentoventi giorni dopo Gonzalo Villar torna sul luogo del debutto. Lo fa mentre la sua parabola ascendente sembra subire il primo piccolo contraccolpo. Nulla di irrimediabile, soltanto una piccola flessione dovuta a qualche uscita a vuoto, anche fisiologica per un classe '98 che ha disputato appena una stagione e mezza in Serie A, meravigliando tutti per adattabilità e rendimento, nonostante arrivasse da un digiuno assoluto di calcio italiano. È il primo marzo del 2020 quando a Cagliari indossa per la prima volta la maglia da titolare nella Roma. Fino a quel momento è un oggetto più o meno misterioso per il grande pubblico. Pescato dal ds Petrachi nell'Elche, seconda divisione spagnola, è approdato nella Capitale alla fine di gennaio, in compagnia di Carles Perez e Roger Ibanez, altri due ragazzi di belle speranze provenienti da club dove di giovani se ne intendono (rispettivamente Barcellona e Atalanta).

Con loro Gonzalo condivide anche la presentazione alla stampa e un certo scetticismo in mancanza di nomi altisonanti. E tanto per aggiungere benzina sul fuoco, la Roma inizia a inanellare una serie di risultati deludenti che la staccano dal treno Champions. In due delle partite incriminate (a Reggio Emilia col Sassuolo e a Bergamo) subentra anche il regista spagnolo. Per lui pochi minuti nei finali di gare ampiamente compromesse: troppo poco e troppo fuori tempo per incidere. Nell'ultima di febbraio torna la vittoria in casa col Lecce, ma il numero 14 resta in panchina per tutto il match, poi entra ancora per uno scampolo a Gent, dove la Roma centra la qualificazione agli ottavi di Europa League, prima di essere chiamata a un'altra trasferta in Sardegna.

C'è aria di turnover, confermata dalla formazione mandata in campo, nella quale c'è anche Villar. Il ragazzo non ancora ventiduenne risponde alla grande: ha piede raffinato, visione di gioco e soprattutto personalità. La vittoria sul Cagliari per 4-3 conferisce anche maggiore peso alla sua prestazione. Ma la pandemia sta deflagrando e lo stop del campionato è dietro l'angolo. Il suo esordio dal 1' coincide anche con l'ultima dei tifosi allo stadio senza limitazioni. Gonzalo assaggia appena il loro calore. La Roma tornerà a giocare quasi 4 mesi più tardi (a stadio vuoto) e ripartirà dalla panchina, dove siede ancora a inizio 2020-21. Fonseca gli concede spazio in coppa, lui si mette in luce fino a ritagliarsi un posto da titolare più o meno fisso, arrivando a 40 presenze stagionali complessive. Tutti si spellano le mani al cospetto delle sue giocate sopraffine e della "testa" con cui affronta avversari molto più navigati. Fioccano paragoni illustri. Ma la flessione della squadra non lo risparmia. Ora ha l'occasione per ripartire come sa. Ancora a Cagliari.