Immaginiamo una macchina del tempo. Non serve neppure pensarla troppo sofisticata. Nel senso di una macchina che, come per una magia, sia in grado di riproiettarci al primo settembre dello scorso anno, più o meno otto mesi fa, quando il calciomercato era nel pieno delle sue trattative e delle sue menzogne. Quando, cioè, la notizia in casa Roma era che Rick Karsdorp era stato ceduto all'Atalanta. Formula del prestito con obbligo di riscatto a patto che l'olandese in maglia Atalanta in questa stagione giocasse almeno il sessanta per cento delle gare ufficiali della squadra di Gasperini. Garantiamo: era davvero tutto fatto (lo diceva pure Giovanni Sartori, il bravissimo direttore sportivo atalantino) per l'orange, appena rientrato dal prestito al suo vecchio Feyenoord, ma che non sembrava rientrare nei piani della seconda Roma fonsechiana. Errore in cui siamo caduti un po' tutti. Perché quando entrambe le parti erano pronte alla fumata bianca con tanto di comunicati, intervenne proprio Paulo Fonseca. Che, dopo aver reclamato la necessità di avere al fianco un direttore sportivo che in quel momento era una casella vuota nell'organigramma romanista, decise di indossare anche gli abiti da ds. E, dopo aver preso atto che Florenzi sarebbe di nuovo andato via, parlò direttamente con l'olandese spiegandogli che voleva che rimanesse, che aveva fiducia nelle sue qualità e che nelle sue intenzioni il ruolo di esterno destro avanzato sarebbe stato destinato proprio a lui.

Come sappiamo, cominciò tutta un'altra storia. Con reciproca soddisfazione. Della Roma e del ragazzo olandese. Che, all'epoca, tra l'altro, ci mise poco a ridire sì alla Roma, conquistato anche dai comportamenti del club che nel momento della malattia del figlio, lo supportò in tutte le maniere possibili. Gesto che Karsdorp e la sua famiglia hanno apprezzato moltissimo.
Dire che l'orange ha sfruttato la sua seconda occasione nella maniera migliore, ci pare di fare la fotografia giusta del rendimento dell'olandese in una stagione in cui si è trasformato in un punto imprescindibile della Roma. Recuperato ai livelli del primo Feyenoord, livelli che all'epoca avevano convinto el senor Monchi a investire sedici milioni sul cartellino del ragazzo. Milioni che sembravano essere stati sperperati tra infortuni (pure, appena arrivato, un crociato che a un giocatore della Roma non si nega mai) e prestazioni che non avevano mai convinto nessuno. Invece, in questa stagione è stata tutta un'altra storia con l'olandese che si è trasformato in un punto fermo della formazione titolare, un giocatore imprescindibile per Fonseca. Lo testimoniano i numeri della stagione della rinascita per il difensore. Fin qui in quarantaquattro partite ufficiali giocate dalla squadra giallorossa, ha messo insieme trentasei gettoni di presenza (ventinove da titolare), in più ci ha messo un gol e cinque assist. Numeri che alla vigilia della partita d'andata con l'Ajax, hanno portato molti a maledire quella squalifica rimediata in Europa per somma di cartellini gialli. Roba che se fosse capitata la stagione passata, non sarebbe stata presa neppure in considerazione, visto l'apprezzamento generale che aveva da queste parti.

Numeri così non discutibili, inoltre, che hanno convinto la Roma a rimettersi intorno a un tavolo con l'obiettivo di prolungare e adeguare il contratto dell'orange. Operazione, come sappiamo, riuscita, visto che Karsdorp ha firmato fino al 2025 con grande soddisfazione sua e della sua famiglia. Un prolungamento che, con il contemporaneo arrivo di Reynolds sulla stessa fascia dell'olandese, la scadenza di contratto di Bruno Peres, un Santon destinato a essere ceduto (sì ma a chi?) e un Florenzi che molto difficilmente tornerà alla base, ci ha fatto capire che per il prossimo anno da quella parte le scelte sono state fatte: l'orange titolare, il giovane born in the Usa alle sue spalle. Sperando ovviamente che il baby cresca tatticamente e fisicamente e non confermi le impressioni non proprio positive avute dopo le sue prime apparizioni con la maglia giallorossa. Oggi Karsdorp, contro l'Atalanta, in quella che si può considerare una specie di prova generale in vista del Manchester United, si sistemerà sulla sua fascia destra. Obiettivo confermare a Gasperini che ci aveva visto giusto.