Duecentottantasette giorni dopo, bentornato Javier Pastore. Il trequartista argentino ha fatto il suo esordio stagionale nella vittoria casalinga contro il Bologna, inserito a sei minuti più recupero dal triplice fischio da Paulo Fonseca al posto di Borja Mayoral. Centottanta secondi o poco più: tanto è bastato al Flaco per mettere in mostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, le sue immense qualità con il pallone tra i piedi. Un suggerimento filtrante di prima con Karsdorp che, messo davanti a Skorupski, ha perso di vista la sfera e si è fatto chiudere in calcio d'angolo. Una giocata, una sola, che è bastata però ad illuminare per un momento un grigio pomeriggio - colpa del meteo, non certo dell'esito della gara - all'Olimpico. Una fiammata inutile ai fini del risultato finale, ma che ha fatto riemergere i rimpianti per un patrimonio mai veramente sfruttato dalla Roma. Colpa di nessuno o, meglio, colpa degli infortuni: l'altra costante, oltre alla tecnica, della sua carriera. Sui social, intanto, il fantasista ha accolto il ritorno in campo scrivendo: «Questo giorno è arrivato. Grazie a tutti».

Da gennaio, il Flaco è tornato in gruppo e viene puntualmente inserito da mister Fonseca nella lista dei convocati, almeno per quel che riguarda gli impegni di Serie A. Perché nella lista UEFA presentata dalla società per la fase a eliminazione diretta dell'Europa League, il nome del numero 27 non appare. Il suo contributo, dunque, da qui alla fine potrà arrivare soltanto negli otto turni di campionato che ci separano alla fine della stagione. Ed è molto probabile - soprattutto nell'augurata ipotesi in cui Pellegrini e compagni dovessero continuare l'avventura nella coppa continentale - che il suo aiuto tornerà utile a mister Fonseca. Il tecnico, infatti, già con la scelta degli undici titolari scelti per la sfida a Mihajlovic ha manifestato un'intenzione chiara: puntare tanto, se non tutto, sull'Europa League. Senza rinunciare, ovviamente, a dare battaglia in Serie A, ma tentando di raccogliere il massimo spendendo il minimo e facendo riposare chi ne ha più bisogno. Il turnover al contrario, se volete. L'opposto di quanto fatto ad inizio stagione da Fonseca, quando utilizzò i non titolari per qualificarsi da primo nel girone di Europa League. Allora le sue scelte gli diedero ragione. L'augurio sincero è che questa turnazione possa risultare efficace e vincente, ancora un'altra volta, da qui alle prossime settimane.

Incognita futuro

Otto partite, quindi, da qui alla fine a disposizione di Pastore. Otto occasioni per mettere a tacere chi da tempo lo dipinge e racconta come un calciatore finito. Poi arriverà il momento delle decisioni. A dirla tutta, su di lui la società romanista una scelta l'ha già presa dall'anno scorso, quando diede mandato ad alcuni intermediari di cercare una squadra per il futuro del Flaco. Un'estate fa però, l'operazione all'anca nella clinica di Barcellona fermò sul nascere tutti i possibili discorsi di una partenza, ma la sensazione è che la sua esperienza nella Capitale sia ormai vicina alla fine. Proprio in quest'ottica, anche al club fa comodo che Pastore venga messo in mostra il più possibile in questo ultimo segmento di stagione, affinché eventuali acquirenti possano constatare le condizioni del trentunenne e convincersi di investire su di lui. Le squadre interessate non sono mai mancate, il talento originario di Cordoba piace in patria - Talleres, società in cui è cresciuto, su tutti -, negli Stati Uniti d'America e non sono mancati gli apprezzamenti anche dalla fredda Russia. L'ipotesi più concreta al momento è quella di un trasferimento a costo zero, con la Roma che si libererebbe di un ingaggio pesante per il bilancio - tre milioni e mezzo all'anno più bonus -, con l'attuale contratto in scadenza al 30 giugno 2023. Intanto, almeno per il momento, bentornato Flaco.