Rieccoli. Una settimana dopo la sfida di Amsterdam, tocca di nuovo a (quasi) tutti i big, lasciati in gran parte a riposo nella gara di campionato andata in scena domenica scorsa all'Olimpico. Otto i cambi prevedibili rispetto all'ultima formazione schierata da Fonseca, già modificata per sei undicesimi da quella mandata in campo in Olanda. Molto per scelta tecnica, in alcuni casi per obblighi dovuti a infortuni e squalifiche. Alla Johan Crujiff Arena ha giocato a destra Bruno Peres (peraltro autore di un'ottima prestazione) per il turno di stop comminato in Europa a Karsdorp. Giovedì i ruoli si invertiranno per le stesse ragioni, con l'olandese titolare di fronte ai suoi connazionali. Anche Cristante ha dovuto scontare una sanzione del giudice sportivo, sia pure in Serie A - dove forse sarebbe stato ugualmente risparmiato - ma tornerà in campo dal 1' nel ritorno con l'Ajax, in mezzo fra Mancini e Ibanez. Anche perché sarà ancora assente Smalling. L'inglese è fermo dal 7 marzo e sembrava in un primo momento dover rientrare dopo la sosta. Invece all'atavico problema al ginocchio (che lo perseguita fin dal suo ritorno nella Capitale sul gong di mercato) si sono aggiunte noie muscolari che hanno prolungato l'assenza. Il giocatore si è recato a Barcellona durante la pausa per le nazionali per farsi somministrare i fattori di crescita, utili a ottimizzare i processi di rigenerazione cellulare e quindi ad accorciare i tempi di recupero. Al momento una data utile non c'è e qualsiasi ipotesi è stata smentita dai fatti. Certo è che nessuno vuole rischiare altre ricadute e lo stesso giocatore non sembra ancora pronto a giocare. Ma con Kumbulla out per altre due settimane almeno e la coppia Fazio-Jesus fuori dalla lista Uefa, le opzioni per il pacchetto arretrato restano più che limitate. Nel pieno della fase emergenziale, gli stessi esterni sono stati adattati nella linea a tre. Spinazzola ha però dato forfait proprio all'andata con l'Ajax per un risentimento muscolare e in attesa di diagnosi più approfondite, sulla corsia di sinistra sarà confermato Calafiori, che ne aveva preso il posto già in Olanda.
Alle spalle di tutti tornerà Lopez, che dopo la grande prestazione di coppa (a dire il vero l'ennesima di una competizione nella quale è stato molto più continuo che in campionato) ha ceduto il posto in porta a Mirante per un turno. Ma Fonseca ha fatto la sua scelta definitiva per il ruolo fin da Natale e l'ha più volte ribadita. Altro ritorno dal primo minuto sarà quello di Veretout, tenuto a riposo per due terzi di match con il Bologna, ma il cui reintegro ai livelli abituali dopo lo stop del mese scorso sembra procedere a ritmi serrati. Accanto al francese in mediana, Diawara appare favorito su Villar e lo stesso minutaggio di domenica ne dà conferma implicita. La coppia più collaudata in mezzo permetterebbe a Pellegrini di giostrare qualche metro più avanti, fra centrocampo e attacco, dove probabilmente il Capitano riesce a sfruttare al meglio le proprie doti tecniche come gli inserimenti senza palla, che lo hanno portato finora a otto reti e sette assist stagionali.
Uno score importante, che lo porta alle spalle di un solo giocatore nella speciale classifica dei gol procurati: Henrikh Mkhitaryan (a 22 totali). Senza nulla togliere alle doti di Pedro, che vive un periodo non facile (ma che ad Amsterdam ha propiziato i due tiri da fermo da cui sono nate le reti), il ritorno dell'armeno è la migliore notizia degli ultimi giorni. Forse non è un caso che durante la sua assenza la Roma ha inanellato la peggior serie stagionale e lo stesso rientro in campo contro la squadra di Mihajlovic, sia pure parziale, ha confermato la sua incidenza in zona offensiva, mostrando al tempo stesso uno stato di forma già a buoni livelli, per esempio nei recuperi in fase di non possesso. Con Micki in campo non c'è dubbio che la manovra d'attacco abbia un'altra fluidità. E il primo a poterne giovare sarà Dzeko, che nell'andata di questi quarti di finale di Europa League si è caricato la squadra sulle spalle con tutto il carisma e l'esperienza di cui è dotato. Ma a Edin è mancata una spalla in grado di supportarlo e al contempo mettere a frutto la sua innata capacità di difendere palla e far salire la squadra, soprattutto nei momenti di pressione avversaria, che con l'Ajax chiamato a rimontare sono già preventivabili. Ormai messi alle spalle i dissidi con Fonseca, il trascinatore nelle migliori notti europee delle ultime stagioni romaniste si è ripreso il ruolo di centravanti su cui puntare nei big match, fermo restando l'ottimo rendimento di Mayoral. Fuori dal contesto della coppa intanto, ieri Zaniolo ha ripreso a lavorare in gruppo, sia pure con la Primavera ed evitando i contrasti. Un passo avanti importante in vista del definitivo recupero.