Ma te pare che 'sto piedistorti de Pau Lopez je para er rigore? Sì, me pare. Anzi, ci pare. Perché lui lo para davvero, respingendo l'Ajax all'indietro e spingendo la Roma in avanti. Tutto (ri)nasce lì, da Piedistorti che mette le mani dritte su quel pallone di Tadic. Ah, quanto è bello il calcio... Quando vinci, però. Quando (ri)pensi con i nervi ancora tesi a quello che poteva accadere e invece non è accaduto. Quando lo stress che ti aveva sprangato lo stomaco diventa felicità per una bomba di Dibbanez sotto la traversa a due minuti dalla fine. La Roma è così, prendere o lasciare. E chi non ha avuto il dono di nascere romanista non può capirlo.

Una vittoria della Roma ti fa star meglio. Sempre. In realtà, tu stai esattamente come stavi un quarto d'ora prima dell'inizio della partita ma tutto ti sembra meravigliosamente diverso. Più colorato. Più divertente. Respiri, e non sospiri. Mangi, e non mangiucchi. Vivi, e non vivacchi. Il bicchiere lo vedi mezzo pieno e meccanicamente sorridi al prossimo, sbattendogli in faccia – perfido e tronfio - la tua soddisfazione. Ho vinto, dunque sono. E tu: chi sei? Quando la Roma vince diventi un altro. Uno migliore, ovvio. E quasi non ti riconosci. Fila alle Poste, coda alla cassa del supermercato, computer che non si collega? Meglio, così ho più tempo per ripensare alla partita. Roba che fino a quel quarto d'ora prima del fischio d'avvio non sopportavi neppure l'idea di trovare l'ascensore del tuo palazzo occupato, figuriamoci fuori uso, per paura di far tardi davanti alla tv. Adesso, invece, ragioni da angioletto del condominio: ma sì, che vuoi che sia, tanto prima o poi l'ascensore arriva. Una vittoria della Roma ti cambia dentro e fuori. Perché la Roma fa parte di te. La Roma sei tu. E tu, per questo, accogli un successo come il più bel regalo che potesse farti la vita.

E, ovviamente, esageri. Sempre. Perché quando la Roma vince una partita, lo Scudetto o una coppa sono sempre e comunque dietro l'angolo. Anche se stai a metà classifica; anche se devi ancora giocare il quarto di ritorno. E quando la Roma perde (che brutto verbo...), invece ti senti già in zona retrocessione, anche se sei in piena corsa per la Champions. Tutto o niente. Niente e tutto. È la Roma. È l'essere della Roma.