Un rendimento da metà classifica: è quello che sta tenendo la Roma nel girone di ritorno della Serie A 2020-21, con risultati altalenanti che le sono costati la zona Champions, ora distante cinque lunghezze. Tredici punti in nove partite, frutto di quattro vittorie (contro Verona, Udinese, Fiorentina e Genoa), altrettante sconfitte (Juventus, Milan, Parma e Napoli) e un pareggio (lo 0-0 di Benevento). Analizzando la classifica parziale, dal giro di boa ad oggi, Pellegrini e compagni sono noni, a pari merito con il Genoa, e hanno una media-punti per partita di 1,4: cifre da metà classifica, appunto, e non da una squadra che ambisce a tornare in Champions League. Fermo restando che la qualificazione alla coppa "dalle grandi orecchie" può essere raggiunta anche vincendo l'Europa League, il quarto posto in campionato deve rimanere l'obiettivo da raggiungere. La Roma ha le carte in regola per farlo, ma deve necessariamente invertire la tendenza vista in questa prima metà del ritorno.

Pochi gol

Appena dieci reti in nove partite: un ruolino di marcia deludente per gli uomini di Fonseca, che in tutto il girone d'andata erano risultati tra le squadre più prolifiche d'Italia. Dal giro di boa, le difficoltà a trovare la via del gol sono aumentate, complici anche i recenti stop di Dzeko e Mkhitaryan. Basti pensare che i giallorossi hanno segnato quanto Udinese, Spezia e Crotone.

Dieci anche le reti subite (come il Genoa, che però ne ha realizzata una in più). Sicuramente sul rendimento influiscono gli impegni europei: i doppi confronti con Braga e Shakhtar Donetsk, disputati di giovedì, hanno inevitabilmente tolto energie alla squadra che - pur stentando in campionato - ha di fatto passeggiato sia con i portoghesi, sia con gli ucraini. Del resto, essere l'unica squadra italiana ancora in corsa in Europa porta onori, ma anche oneri. La cosa che balza subito agli occhi sono le quattro sconfitte rimediate della Roma in nove partite: le stesse subite in tutto il girone d'andata (la prima era arrivata proprio un girone fa, al San Paolo col Napoli).

L'Inter, eliminata alla fase a gironi di Champions, domina la classifica parziale del girone di ritorno, pur con una partita in meno: ruolino di marcia impeccabile per gli uomini di Conte, che hanno raccolto 24 punti in otto partite, segnando 20 gol e subendone soltanto 3. Alle spalle dei nerazzurri un terzetto che ha ottenuto 19 punti in nove gare: si tratta di Juventus, Atalanta e Napoli, tutte con sei vittorie, due sconfitte e un pareggio. Davanti alla Roma troviamo anche il Milan (16 punti), Udinese e Lazio (15) e Bologna (14). Insomma, tutte le squadre che ci precedono in classifica stanno facendo meglio di noi, e non solo loro. Urge un cambio di passo, perché all'orizzonte ci sono dieci impegni in due mesi scarsi che decideranno molto del nostro futuro.

Tutta un'altra musica

Analizzando lo stesso segmento relativo al girone d'andata, Fonseca e i suoi avevano fatto decisamente meglio: 17 punti in nove partite (quasi due punti a partita di media), 19 reti all'attivo e 12 al passivo. Nonostante siano diminuiti i gol incassati, il resto del bilancio è negativo rispetto al periodo settembre-novembre 2020. Allora soltanto una sconfitta sul campo (e quella del Bentegodi a tavolino), cinque successi (tre dei quali senza subire reti) e due pareggi contro Juventus e Milan. Allora la Roma era saldamente terza in classifica, ora si è vista scavalcare da Juventus, Atalanta e Napoli.

Come cantavano Morandi, Tozzi e Ruggeri qualche anno fa, «si può dare di più». Anzi, si deve dare di più. L'importanza dell'Europa League, con i quarti ormai all'orizzonte, non può distogliere Mancini e compagni dal campionato: non c'è solo l'Ajax, ma anche sfide ostiche contro Sassuolo, Bologna, Cagliari e Sampdoria, oltre al derby, Atalanta e Inter. Il rush finale comincia ufficialmente tra due giorni, con un imperativo: migliorare il ruolino di marcia degli ultimi due mesi.