Non vuole alibi Fonseca, lo ha detto chiaramente, ieri, con la consueta eleganza, troncando in partenza ogni possibile rivendicazione preventiva. Basterebbe pensare, a proposito di rimpianti, che a firmare la vittoria dello scorso anno sul Napoli, l'ultima, era il 2 novembre 2019, furono Zaniolo e Veretout, due tra i migliori calciatori della rosa su cui la società ha giustamente fatto un investimento economico e tecnico, che però stasera non saranno della partita, come pure Smalling e Mkhitaryan: quattro indiscutibili titolari di una squadra che è abituata a sopportare tante assenze e che, in fondo, è stata costruita anche per questo.

Ma ovviamente il riferimento che Fonseca non ha voluto cogliere alla vigilia della partita è sulla bruttissima storia del rinvio del recupero tra Juventus e Napoli che si sarebbe dovuto giocare mercoledì e che invece è stato spostato al 7 aprile, per evitare al Napoli di vivere la stessa settimana agitata che invece ha dovuto vivere la Roma. Così la Lega ha ossequiato la scelta di Agnelli e de Laurentiis, alleati per un giorno e chissà ancora per quanto sul fronte dei diritti, e così il Napoli si è preparato a puntino e invece la Roma ha avuto giusto due mezzi allenamenti per provare qualche strategia tattica per vincere lo spareggio in chiave Champions che si giocherà stasera (Stadio Olimpico, ore 20,45.

C'è poi la storia del tabù delle grandi che la Roma non ha ancora mai battuto. La sequenza è oggettivamente imbarazzante: delle prime otto squadre che compongono la classifica di serie A, la Roma ha pareggiato con l'Inter e il Sassuolo, ha pareggiato e perso con il Milan e la Juventus, perso con l'Atalanta, il Napoli e la Lazio. Nove partite, quattro pareggi e cinque sconfitte. Da calendario ne mancano ancora cinque, c'è quindi tutto il tempo per ribaltare questa assurda classifica, ma anche per vederla sinistramente confermata. All'andata, ad esempio, la Roma giocò a Napoli forse la peggiore partita della stagione, prendendo quattro goal da un Napoli tutt'altro che irresistibile che però come affondava il colpo trovava terreno fertile nella difesa giallorossa. E anche l'anno scorso a Napoli arrivò una sconfitta, più modesta nelle dimensioni, ma altrettanto netta nel confronto tattico. Gattuso, del resto, ha dei precedenti assolutamente lusinghieri contro la Roma: cinque precedenti, quattro vittorie e un pareggio. Anche con il Milan avuto terreno facile vincendo due volte e pareggiandone un'altra. Alla partita dello scorso anno nell'allora stadio San Paolo è legato comunque un piacevole ricordo: dopo quella sfida, infatti, la Roma prese a volare, infilando sette vittorie e un pari.

Non è certo la cabala a preoccupare Fonseca, in ogni caso. Questa consuetudine di andare in difficoltà con le squadre dal valore tecnico simile o migliore affonda le sue radici anche nell'atteggiamento un po' allegro che la Roma è solita a tenere, non valutando a volte nella giusta misura la capacità tecnica di avversari che non perdonano il minimo errore. Quante di queste partite sono state realmente dominate dalle avversarie? Un paio. Altre tre delle prime otto saranno contro nelle prossime quattro partite. Dopo stasera la Roma renderà visita al Sassuolo, poi andrà a Torino e infine affronterà in casa l'Atalanta, ma tutto dopo la sosta quando è presumibile che verranno restituiti all'allenatore anche tutti i giocatori attualmente in infermeria, compreso Zaniolo, e allora forse certi rapporti di forza verranno ridistribuiti. Per il momento bisogna fare l'ultimo sforzo: intorno a questa squadra, anche per la mancata qualificazione di tutte le altre italiane nelle competizioni europee, si stanno coagulando di nuovo tanti interessi, ma non tutti sentimentali. Battere il Napoli significherebbe riattivare tanti cuori intorno alle sorti della squadra e dell'allenatore. È l'auspicio nostro, per noi e per tutti i romanisti.