Non è un compleanno come tutti gli altri quelli di oggi per Edin Dzeko. La città dove vive da quasi sei anni e dove sono nati i suoi figli è tornata zona rossa per l'emergenza sanitaria dopo un anno esatto dalle prime restrizioni per la diffusione del Covid-19. La cifra, poi, è tonda: 35 anni. Che per un calciatore nel migliore dei casi significa ultimi botti di una carriera enorme, come quella del capitano della Bosnia Erzegovina ed ex capitano della Roma. Già, "ex". Perché la storia è nota a tutti: Dzeko, giocatore più prolifico in attività della Roma, già sul podio dietro due miti come Totti e Pruzzo, top scorer straniero, miglior marcatore della Roma nella fase finale delle coppe europee (con 29 reti contro le 28 realizzate - esclusi i turni preliminari - da sua maestà Francesco Totti), è stato degradato a causa dei problemi con Fonseca, sfociati a gennaio in una rottura così plateale da indurre la Roma a mettere il bosniaco addirittura sul mercato nella sessione invernale prima di fare retromarcia per cause di forza maggiore (una cessione tecnicamente - e non solo - difficile). Dzeko ne è uscito praticamente a pezzi, un po' come era successo in estate con la cessione sfumata alla Juventus: la costante è stata la sua professionalità, ma ha dovuto rimotivarsi, calarsi nuovamente nella Roma. Ci stava anche riuscendo finché non è arrivato il Covid che l'ha tenuto lontano dai campi fino a che non è tornato negativo, e finché mentre si stava riprendendo non è arrivato il problema muscolare all'adduttore contro il Braga. Proprio in Europa League alla vigilia del big match col Milan, proprio dopo aver segnato il gol con cui ha superato Totti nelle classifiche Uefa.

E proprio i gol sono quelli che mancano quest'anno al cigno di Sarajevo. Gli si rimprovera un'aridità che in questa stagione ha qualche attenuante, ma anche lui sa che deve fare di più. Sperando che la squadra, rimproverata dallo stesso Fonseca dopo Parma-Roma in tal senso, lo assista di più per mandarlo al tiro. In Ucraina domani Edin dovrebbe partire dalla panchina per tenersi pronto e partire titolare domenica contro il Napoli di Gattuso, che comprese le gare di Champions quando era al City è la squadra italiana contro cui ha giocato più partite (12, come contro la Lazio). Fonseca continuerà la gestione del minutaggio tra lui e Borja Mayotal, specialmente adesso che non avrà per un po' un valido "diversamente" nove come Mkhitaryan. La testa Edin la sta rivolgendo soprattutto lì e la festa, dunque, potrebbe riservarsela per la gara con gli azzurri, ai quali segna con una certa regolarità, anche se l'ha fatto solamente all'ex Stadio San Paolo. Una festa, di sicuro, lo aspetta nella sua città, a Sarajevo, dove Dzeko volerà con la sua nazionale a fine mese e, già che c'è, per celebrare il suo compleanno con alcuni familiari ed amici a casa. Per la Bosnia, un Paese alle prese con una pesantissima crisi da Covid, inizia la sfida della qualificazione per i Mondiali 2022 in Qatar. Il 24 e il 31 le gare ufficiali con la Finlandia a Helsinki e con la Francia al Grbavica, il "suo" stadio. Nel mezzo l'amichevole con Costa Rica a Zenica, il 27. Poi sarà il tempo della rush finale con la Roma per chiudere al meglio una stagione che, salvo cambi in panchina e espresse rischieste di un eventuale nuovo tecnico, potrebbe essere l'ultima (il nuovo agente Lucci potrebbe proporre alla Roma a fine stagione una rescissione per "liberare" entrambe le parti dal contrattone in scadenza nel 2022), ma che comunque sia Edin vuole chiudere nel migliore dei modi. Se non altro perché lui la storia della Roma l'ha già scritta e Edin non vuole nulla di diverso da una happy end.