Che differenza c'è tra una vittoria per uno a zero con gol di un difensore centrale su azione di calcio d'angolo e una vittoria per uno a zero con gol di un difensore centrale su azione di calcio d'angolo? E ancora: che differenza c'è tra il successo della Roma contro il Genoa grazie al gol di Mancini e quello dell'Inter contro l'Atalanta grazie alla rete di Skriniar? Risposta: la narrazione. Perché i tre punti della Roma sono stati etichettati come sofferti, nonostante Lopez non sia mai stato chiamato in causa, mentre quelli dell'Inter sono stati considerati il frutto della super strategia difensiva di Conte, nonostante Handanovic sia stato costretto a scapicollarsi per frenare gli attaccanti di Gian Piero Gasperini. La Roma vince ma soffre (quando, come, dove?); l'Inter soffre ma vince. Pensateci, non è la stessa cosa.
Non sto qui, ovviamente, a paragonare lo spessore complessivo di Genoa e Atalanta, ma entrambe fanno parte dello stesso campionato. Non può essere, nel racconto dei fatti, una discriminante pregiudiziale correre per un posto in Champions piuttosto che mirare allo scudetto. La differenza di obiettivi nasce dalla differenza di valori. E questo deve essere tenuto sempre in considerazione. Ormai, invece, tutta la faccenda ha preso una raccapricciante piega di comodo. Non conta più cosa si fa, ma chi lo fa. E così ognuno racconta la propria verità, non la Verità. Uno a zero per la Roma? Vittoria striminzita. Uno a zero per l'Inter? Così si vincono gli scudetti...se la Roma vince per uno a zero è un sintomo di debolezza, mentre se la stessa cosa la fa l'Inter è un segnale di forza. Ma davvero?
La squadra di Paulo Fonseca deve ancora fare i conti con qualche punto interrogativo, ma nessuno può e deve speculare sul suo quarto posto. Critiche sì, critiche pre fabbricate no. Non dovrebbe essere complicato, giusto? Eppure – non solo in ambito locale - sembra molto difficile affidarsi alla normalità. Dopo la partita contro il Genoa più che porre in primo piano il successo della Roma, da più parti si è provveduto a ribadire che gli attaccanti non segnano più. Vero, non segnano più. Ma non dovrebbe essere un pregio centrare i tre punti nonostante questo handicap? No, a Roma non lo è.
È in arrivo lo Shakhtar. Daje.