«Bryan mi piace perché è sempre pronto a fare sacrifici per la squadra e a giocare in tutte le posizioni. È un giocatore intelligente». Sul rendimento di Cristante, si è espresso in questi termini Paulo Fonseca nel postpartita di Roma-Genoa 1-0. Oltre che con dichiarazioni del genere, il portoghese ha dimostrato con i fatti e con le scelte di apprezzare le qualità – la duttilità su tutte – dell'ex Atalanta. Il numero quattro della Roma, infatti, è stato impiegato da Fonseca in 31 delle 35 gare disputate fin qui da Pellegrini e compagni, rientrando nei primi dieci giocatori in rosa per minutaggio. Un dato piuttosto significativo e rilevante visto che probabilmente chiunque, avendo tutti gli effettivi a disposizione, non lo considererebbe tra i primi undici a cui dare una maglia da titolare. Eppure, il suo sapersi mettere sempre a disposizione della causa comune lo ha reso per certi versi unico e indispensabile. Oltre che nel suo ruolo naturale – se così si può definire – di centrocampista centrale, Cristante è stato impiegato anche da trequartista e da difensore, sia al centro che a sinistra come accaduto domenica scorsa nella vittoria sui rossoblù di Ballardini. La scelta di decentrarlo contro il Genoa è stata spiegata da Fonseca come una mossa tattica per aiutare la squadra a uscire dal basso con più facilità e rapidità.

Cento Cristante

Proprio questo suo spirito di servizio portò Daniele De Rossi – uno che nella sua storia ha sempre pesato le parole – a dire nel giorno della sua conferenza d'addio alla Roma: «Di giocatori come Cristante ne voglio cento. Anche se non è nato qui, quando va in campo ci mette l'anima». Forse non è possibile misurare in modo scientifico la passione con cui un giocatore calca il terreno verde, ma l'assoluta disponibilità di Cristante è sotto gli occhi di tutti. Ogni qualvolta la Roma si è trovata scoperta in un reparto, Fonseca l'ha chiamato in causa e Bryan ha risposto presente. Come a Torino contro la Juventus, quando vista la contemporanea assenza di Pellegrini, Pedro ed El Shaarawy, il tecnico portoghese si affidò a lui per un posto da trequartista alle spalle di Mayoral. In difesa, invece, l'impiego di Cristante è stato più frequente e di fatto lo ha portato a scalare le gerarchie dell'allenatore, superando gente del mestiere come Fazio e Juan Jesus. Ora, per fortuna, l'emergenza difensiva sembra a un passo dall'essere superata. Chris Smalling è già tornato in campo, contro la Fiorentina da subentrato e da titolare nella sfida al Genoa. Marash Kumbulla ha scontato la squalifica ed è arruolabile, mentre ben presto tornerà a esserlo anche Roger Ibanez. Nonostante questo, Cristante continuerà a rappresentare una risorsa preziosa per la Roma, tornando nella sua posizione d'origine: a centrocampo.

Aspettando Veretout

Al Franchi la scorsa settimana, Jordan Veretout ha rimediato una lesione tra il primo e il secondo grado al flessore della coscia destra. Un infortunio che lo terrà lontano dal campo almeno per tutto il mese di marzo, nella speranza di riaverlo a disposizione al ritorno dalla sosta per le nazionali, il 3 aprile, contro il Sassuolo. Nel frattempo però la Roma ha in programma altre quattro partite nel giro di undici giorni: la doppia sfida allo Shakhtar Donetsk in Europa League, la trasferta di Parma e il big match casalingo con il Napoli in campionato. Un tempo ridotto da cui passerà il cammino romanista in coppa e un segmento, non decisivo ma importante, della lotta per la qualificazione in Champions League. Al momento in mediana Fonseca può fare affidamento su Diawara e Villar, a cui vanno aggiunti Pellegrini da arretrare e Cristante. Un'altra occasione per dimostrare quanto è importante avere un calciatore come l'italocanadese in rosa.