All'improvviso, quando meno te l'aspetti, rispunta fuori Amadou Diawara. Sembrava ai margini del progetto Roma fino a un mese fa, invece è lui l'uomo-copertina del successo giallorosso al Franchi; lui l'eroe per caso che regala tre punti fondamentali per la rincorsa al quarto posto alla squadra di Paulo Fonseca. E il destino vuole che il centrocampista guineano sia tornato alla ribalta proprio a ridosso dell'udienza al Collegio di Garanzia del Coni per quella gravissima svista che lo ha visto (suo malgrado) protagonista. Il 3-0 a tavolino rimediato in occasione della prima di campionato, al Bentegodi contro il Verona riguardava proprio Amadou, ancora inserito nella lista degli "Under 22" nonostante avesse compiuto in estate 23 anni. Nessuna responsabilità, ovviamente, da parte del giocatore, che però in seguito ha contratto il Covid-19 e, una volta guarito, ha dovuto frare i conti con altri infortuni. A gennaio sembrava destinato a lasciare la Capitale, e invece è rimasto. Le "sliding doors" del destino, a volte, sanno essere davvero singolari.

Il ritorno

Il momento che fa da spartiacque all'interno della stagione di Diawara ha una data e un luogo ben precisi: 18 febbraio, Estadio Municipal di Braga. Dopo appena cinque minuti, il centrocampista apre sulla sinistra per Spinazzola, che corre via e serve a Dzeko il pallone del vantaggio romanista. Una bella verticalizzazione, di quelle che piacciono a Fonseca, di quelle che avevano colpito il tecnico portoghese quando, con lo Shakhtar Donetsk, aveva affrontato il Napoli di Sarri, con Amadou in campo (e a segno). In Portogallo gioca tutta la gara (non gli capitava dal 10 dicembre, sempre in Europa League, nella trasferta di Sofia) e rimedia tutti bei voti in pagella. Idem per la gara di ritorno all'Olimpico, in cui colleziona altri 90'.

Complice l'appannamento di Gonzalo Villar, Fonseca gli dà una chance anche in campionato contro la Fiorentina e lui risponde con una prestazione sontuosa: geometrie, tanti palloni recuperati e - soprattutto - il gol che vale i tre punti, arrivato quasi allo scadere e con la suspence del check al Var. «La continuità è importante - le sue parole dopo la gara - e sono contento di averla ritrovata». Ne avrà ancora di più nel prossimo futuro, complice l'infortunio occorso a Jordan Veretout proprio nel corso dell'azione che ha portato al momentaneo pareggio della Viola mercoledì sera. Con il francese fuori dai giochi per almeno un mese, aver ritrovato il miglior Amadou è sicuramente un'ottima notizia per Fonseca, da mesi ormai costretto a fare di necessità virtù. Cristante in difesa, Karsdorp e Spinazzola a fare i centrali e Veretout terzino destro sono solo alcune delle "invenzioni" che Fonseca ha dovuto tirare fuori dal cilindro per far fronte all'emergenza. Con il guineano di nuovo in palla, ci sarà quanto meno un'alternativa a Villar e Pellegrini. Un'alternativa che non è semplicemente una seconda linea, ma un titolare a tutti gli effetti, pronto a scendere di nuovo in campo dal primo minuto già contro il Genoa domenica. Gli impegni, da qui a fine stagione, sono tanti, e possono aumentare qualora si dovesse andare avanti in Europa League: in media una gara ogni tre giorni. Amadou è pronto a dare il suo contributo, tornando auspicabilmente a essere il bel regista visto nella prima parte della scorsa stagione.

A proposito di impegni, tra la trasferta di Parma e quella in terra ucraina, lunedì 15 come detto si discuterà il ricorso della Roma per il ko a tavolino rimediato a Verona. Alle 15.30 i legali giallorossi saranno impegnati (in presenza) a dimostrare che la squadra non ha avuto alcun vantaggio dall'inserire Diawara nella lista sbagliata. L'obiettivo è quello di riavere il punto conquistato sul campo; un punto che, con la classifica così corta lì davanti, può fare tutta la differenza del mondo.