Doveva essere una toccata e fuga, Roma-Houston andata e ritorno in tre giorni. Invece per Bryan Reynolds è stata un'odissea. Il baby americano, arrivato a Trigoria nello scorso gennaio su espresso volere della famiglia Friedkin con Ryan che ha avuto un ruolo chiave nella trattativa con il Dallas Fc, solo ieri è ritornato a Roma (in serata era in tribuna all'Olimpico), a distanza di oltre due settimane dalla partenza. Causa tempesta invernale che ha sconvolto il Texas, con tanto di dichiarazione di stato emergenza.

Il giovane difensore era partito alla volta di Houston il tredici febbraio, dopo neppure due settimane dal suo arrivo. Doveva tornare a casa per motivi burocratici. Nel senso che nella valigia del suo primo sbarco a Roma, aveva un permesso di soggiorno temporaneo. Funziona così, perché prima Reynolds doveva sostenere le visite mediche e poi firmare il contratto che lo ha legato alla Roma sino al 2025. Solo dopo aver superato visite e messa la firma, poteva chiedere il permesso di soggiorno completo. E allora ritorno a Houston per espletare tutte le formalità burocratiche. Cosa che, in condizioni normali, può richiedere un paio di giorni. Solo che, quando è arrivato a Houston, Reynolds è stato costretto a fare i conti con il generale inverno, con lo Stato del Texas bloccato da condizioni atmosferiche che manco in Siberia, black-out elettrici, gelo, neve, difficoltà insormontabili negli spostamenti e, ovviamente, uffici statali chiusi. E allora quei tre-quattro giorni previsti per andare e tornare, si sono dilatati fino a un paio di settimane. La Roma è stata costantemente in contatto con il ragazzo americano, gli è stato consigliato come provare comunque a tenersi un po' in allenamento, ma certo è che Reynolds che, per quello che ci ha detto la Roma domani sarà di nuovo a Trigoria, dovrà di fatto ricominciare la preparazione fisica e quindi prima di una ventina di giorni sarà difficile che possa mettersi a disposizione di Fonseca.

Per consolarsi, Reynolds si ripresenterà a Trigoria da giocatore al cento per cento del club giallorosso. Sono infatti già maturate le condizioni per l'obbligo di riscatto. Il giovane americano, infatti, era arrivato alla fine del mercato di gennaio, con la fomula del prestito (100.000 euro) con obbligo di riscatto che, però, era un acquisto mascherato. Infatti le condizioni di cui sopra, erano che sarebbe scattato l'obbligo di acquisto nel momento in cui la Roma avesse conquistato il primo punto dal giorno dell'arrivo del ragazzo. Acquisto concretizzato per 6,750 milioni. In più ci sono 5,650 milioni di. In più sul contratto ai Dallas è stato garantito un quindici per cento su una futura rivendita del giovane talento born in the Usa.