Giorno di semestrale, giorno di Cda. Che oggi, probabilmente in serata, vedrà i vertici della Roma fare i conti, in tutti i sensi, con la semestrale che dovrà essere approvata. Semestrale che comprenderà il periodo dal primo luglio al trentuno dicembre scorsi, con i primi quarantasette giorni ancora griffati Pallotta, poi dal diciassette agosto l'inizio dei primi mesi della nuova gestione dei Friedkin. Inutile farsi illusioni. Anche questa volta i conti giallorossi segneranno un rosso importante, non è da escludere con un meno a tre cifre. Lo scorso anno di questi tempi la semestrale che fu approvata certificò un meno ottantasette milioni. Poi, come purtroppo sappiamo tutti, è arrivato lo tsunami della pandemia e le conseguenze continuiamo a toccarle con mano tutti i giorni. E allora quel meno ottantasette rischia di dilatarsi. Basti pensare, per esempio, che da oltre un anno la Roma, come tutte le altre società, non può contare sugli introiti di abbonamenti (quelli dello scorso anno sono stati interrotti con la garanzia di un voucher come rimborso nel momento in cui ci si potrà riabbonare per lo stadio) e biglietti. Si consideri, per farsi un'idea, che la Roma in un anno, in media, da abbonamenti e biglietti incassava una cifra tra i trentacinque e i quaranta milioni di euro. A incupire ulteriormente le previsioni c'è poi il fatto che nelle due sessioni di mercato passate, di plusvalenze ce ne sono state pochine (in tutto una quindicina di milioni) e questo è un altro elemento che peserà sulla semestrale. A completare il quadro non proprio idilliaco, c'è poi la notizia della semestrale della Juventus resa pubblica ieri. Il club bianconero da un meno cinquanta milioni di un anno fa è passato a un meno centotredici con tanto di virgolettato, nel comunicato, in cui si prospetta l'ipotesi di cessione di calciatori per far tornare i conti.

Nel corso del Cda si parlerà anche d'altro. A partire dalla ratifica del nuovo contratto biennale per l'amministratore delegato Guido Fienga che dal primo luglio scorso è senza contratto. Per l'ad è pronto un nuovo vincolo con scadenza nel giugno del 2022. È probabile che i consiglieri affronteranno anche la questione dell'aumento di capitale. Non tanto quello già ratificato da duecentodieci milioni con un incremento di sessanta rispetto ai centocinquanta originari, quanto della possibilità, già in questa stagione, di vararne un altro per far fronte a una situazione economica che ha bisogno di continua liquidità per poter pensare di essere ripianata. C'è da dire, peraltro, che un nuovo aumento di capitale sociale per i Friedkin potrebbe essere propedeutico per arrivare a quel delisting (uscita dalla Borsa) che è uno degli obiettivi della nuova società.