Una dopo l'altra, la Roma finora le ha messe tutte in fila, almeno quando contava: Young Boys, Cska Sofia, Cluj, e poi il Braga. Fino ad oggi il cammino della Roma in Europa League è stato impeccabile. Vinto con largo anticipo il girone di qualificazione (a Sofia è arrivata l'unica sconfitta stagionale nella competizione, ma con una formazione più o meno sperimentale ) la Roma si è messa avanti anche per la qualificazione agli ottavi, vincendo sette giorni fa in Portogallo una partita giocata con grandissima disinvoltura. Stasera (stadio Olimpico, calcio d'inizio ore 21) la gara di ritorno la cui insidia è strettamente connessa al risultato dell'andata: l'unico rischio, infatti, è la sottovalutazione dell'incontro, dell'impegno, dell'avversario e delle difficoltà che potrebbero sopraggiungere se le cose non venissero indirizzate subito dalla parte giusta… ma se la Roma farà se stessa, se giocherà come ha sempre fatto finora in questa competizione, allora la gara di stasera servirà più che altro per tenere allenate le gambe in vista dello scontro di campionato con il Milan in programma domenica sera all'Olimpico.

Ai rischi connessi alla sottovalutazione della serata penserà Fonseca. Lo ha detto ieri in conferenza che non si fida affatto della rassegnazione dei suoi connazionali. L'insidia è dietro l'angolo: partite così, se le vinci hai fatto solo il tuo dovere («vabbè, ma il Braga...»), se qualcosa si complica può accadere di tutto. L'ultima testimonianza c'è stata in Coppa Italia con lo Spezia: a forza di dare tutto per scontato, è arrivata l'eliminazione e per poco non si è squagliata la Roma. Ma la bella prestazione di Braga merita una conferma, il dispositivo tattico degli avversari (con la difesa altissima e il portiere che lavora da libero aggiunto) lascia qualche spazio all'ottimismo e poi la Roma è ormai da un po', diciamo dal gol con lo Spezia in campionato nei minuti di recupero, che sembra tornata ai suoi livelli di rendimento. E questo per questa sera dovrebbe bastare, in attesa del Milan.

Inutile rifare peraltro l'elenco di quanto manchino al curriculum della Roma e al cuore dei tifosi quelle belle soddisfazioni delle seratone europee, sia pure nella versione annacquata di una stagione priva di pubblico. I sedicesimi di finale di Coppa UEFA o di Europa League sono un turno tradizionalmente favorevole alla Roma. 16 i precedenti in questa fase della competizione, 14 le qualificazioni, due le eliminazioni: nel 1996-1997 contro i tedeschi del Karlsruher e nel 2009-2010 contro i greci del Panathinaikos.

Ma da quando si chiama Europa League il piazzamento migliore restano gli ottavi della scorsa stagione, con quella bruciante eliminazione sofferta con il Siviglia a Duisburg. Delle 14 qualificazioni ai sedicesimi, solo in due occasione peraltro la Roma ha vinto sia l'andata sia il ritorno, entrambe le volte quando la competizione si chiamava Coppa Uefa: nel 2000-2001 con l'Amburgo (1-0 all'Olimpico, gol di Guigou, 3-0 in trasferta, reti di Delvecchio, Aldair e Samuel) e nel 2005-2006 con il doppio 2-1 al Bruges. L'eventuale vittoria, peraltro, sarebbe la numero 150 nelle competizioni europee, dalla prima partecipazione datata 1931, 90 anni fa. La prima fu nella Coppa dell'Europa centrale, nel 1931, nel ritorno dei quarti di finale: Roma-Slavia Praga 2-1. La centesima fu invece in Champions League del 2006, nella prima fase a gironi: Olympiacos-Roma 0-1.

Il Braga, che ha passato il turno tre volte su tre contro le squadre italiane, eliminando Chievo e Parma in Coppa UEFA 2006/07 e l'Udinese ai rigori agli spareggi di UEFA Champions League 2012/13, sarà la nona squadra portoghese ospitata dalla Roma nelle competizioni europee, il bilancio finora è 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. In sette sfide a eliminazione diretta, il suo bilancio parla finora di tre passaggi del turno e quattro eliminazioni. Le ultime due ad opera del Porto.