C'è sempre una prima volta. Quella della Roma targata Fonseca è arrivata al termine della sfida contro il Benevento al Vigorito: fino a domenica sera, due giornate consecutive in Serie A senza subire reti la squadra allenata dal tecnico portoghese non le aveva ancora messe in fila. Si dirà: magra consolazione dopo il mezzo passo falso con i campani che lasciato l'amaro in bocca e un mare di rimpianti per non aver sfruttato la ghiotta occasione. Sta di fatto che fra gli aspetti maggiormente migliorabili di questa squadra, i due più immediati si possono associare al numero di gol incassati e alla continuità di rendimento. Per quanto riguarda la prima voce presa in esame, la classifica della scorsa stagione alla voce reti subite recitava un poco lusinghiero 51; mentre in quella in corso sono già 35 (32 sul campo, sottraendo quelle decretate dal giudice sportivo, effetto dello 0-3 a tavolino di Verona) dopo 23 giornate, cifra ancora poco in linea con le ambizioni di vertice.

Soltanto sette squadre hanno numeri peggiori in difesa nell'attuale Serie A, nessuna nelle prime undici posizioni di classifica. E allora qualche clean sheet in più può aiutare a raggiungere livelli più consoni a un reparto come quello giallorosso. In questo senso l'annata in corso promette qualcosa di meglio della precedente: con quindici turni ancora da disputare, Pau Lopez e Mirante hanno chiuso la porta sette volte (otto considerando anche il match del Bentegodi), esattamente come accaduto nell'intero campionato 2019-20. La situazione migliora ulteriormente con le gare europee, in cui sono già stati superati i clean sheet dell'anno passato (4 a 3): quello di Braga allunga la serie complessiva da imbattuto del portiere spagnolo a tre partite consecutive, toccata già nella settimana a cavallo fra gli scorsi 29 ottobre e 5 novembre. Allora furono due in EL e una in Serie A (ma con la Fiorentina giocò Mirante). Al momento sono sette i clean sheet collezionati da Pau e cinque dal collega italiano, considerando tutti quelli conseguiti in questa stagione sul campo fra campionato e coppa.

Strettamente connesso alla necessità di incassare meno gol, è il discorso relativo alla continuità di risultati. Banalmente, perché senza subirne non si può perdere. Mentre il cosiddetto "filotto" di vittorie, che può diventare determinante in un torneo tanto equilibrato, durante la gestione Fonseca ha toccato un massimo di quota 4 (a fine campionato scorso), fermando invece la serie a 3 successi consecutivi per cinque volte.