Centoquindici volte Edin Dzeko. Non giocava titolare dal disgraziato derby del quindici gennaio scorso. Oltre un mese, ma non si è dimenticato come si fa. Al primo pallone utile il gigante bosniaco l'ha rimessa dentro. Assist di qualità di Spinazzola, Edin ha anticipato il difensore e con un leggero e voluto esterno destro l'ha messo nell'angolino opposto dove il portiere portoghese non poteva proprio arrivare. Fascia o non fascia, come è tornato a giocare dall'inizio ha ripreso a fare quello che ha sempre fatto in una carriera sempre vissuta da protagonista. Prima in Bundesliga con il Wolfsburg, poi in Premier con la maglia del Manchester City, tre medaglie scudetto sul petto, segnando sempre e comunque sia in Germania che in Inghilterra. E poi la nostra Roma. Centoquindicesimo gol, appunto, della sua storia giallorossa. Da tempo è il terzo cannoniere della nostra storia. Ora il secondo, l'indimenticabile bomber Pruzzo, è distante ventitrè reti, il primo lasciamo perdere perché portava il dieci sulla maglia ed è stato il più forte giocatore di sempre.

La fascia di Capitano non l'ha riconquistata. Ieri sera in Portogallo al braccio l'ha portata Cristante. Ma giusto per una manciata di minuti, perché poi c'è stato l'infortunio dell'ex atalantino, roba da non crederci dopo Cristante è toccato pure a Ibanez, Smalling e Kumbulla stanno in infermeria, sano e arruolabile è rimasto soltanto Mancini a cui Cristante ha messo al braccio la fascia da Capitano. Chissà cosa si inventerà Fonseca per la partita contro il Benevento. In più, probabilmente, il bosniaco non ha riconquistato neppure la titolarità garantita da centravanti. Ma non ha perso il meraviglioso vizio di buttarla dentro. Un gol che ha fatto bene alla Roma mettendo in discesa la prima sfida contro il Braga. Ma ha fatto soprattutto bene a lui che dopo la nottataccia del dopo Spezia in coppa Italia,è stato quotidianamente al centro di voci, chiacchiere, veleni, indiscrezioni. Il tutto fino al primo febbraio con il mercato aperto, l'Inter che ci aveva fatto un pensierino offrendo Sanchez, la Roma che ha preferito lasciar perdere, forse condizionata anche da un malcontento generale che era evidente anche a chi non voleva sentire, decidendo di tenersi il bosniaco e rimandare qualsiasi altra valutazione alla fine di questa stagione. Quando Edin entrerà nel suo ultimo anno di contratto in giallorosso a fronte di uno stipendio da sette milioni e mezzo netti.

E' possibile che la società abbia deciso di non cambiare lo spogliatoio, anche per la consapevolezza che le ambizioni di un ritorno in Champions avrebbero subito un colpo letale con l'addio di Edin. E allora, dopo una lunga, faticosa, complessa e prolungata mediazione con Tiago Pinto protagonista, si è arrivati al calumet dell'armistizio. Dzeko ha chiesto scusa a Fonseca, il portoghese ha accettato perché il bene prioritario è la Roma, avanti insieme, anche se con gerarchie diverse e con rapporti che non potranno tornare quelli di prima il Siviglia, quando ci fu la prima, dura, crisi, tra il centravanti e il tecnico portoghese. Borja Mayoral è stato promosso titolare (tra l'altro sta rispondendo alla grande, al Braga ha segnato il suo decimo gol stagionale, quarto in Europa), Dzeko (in campionato) in panchina ad aspettare che qualcosa succeda. Certo considerando la sua struttura fisica, il bosniaco non è certo il giocatore ideale da tenere tra i possibili subentranti per poi mandarlo in campo nel corso della partita. Non solo non c'è abituato, ma soprattutto uno con la sua struttura fisica ha bisogno sempre di minuti prima di scaldarsi al punto giusto.

Se gliene fai giocare una ventina, c'è il rischio che si rivelino inutili. Chissà però che il gol di ieri sera, non possa costituire una ripartenza per Edin e Fonseca. Il centravanti, dopo le due apparizioni part-time in campionato, contro il Braga da subito ha dato l'impressione di aver cominciato a tornare dentro la squadra, il gol realizzato sta lì a dimostrarlo in maniera incontrovertibile. Un gol accompagnato da un sorriso e un'esultanza che gli e ci mancavano da tempo, i ringraziamenti a Spinazzola che gli aveva servito il pallone, l'abbraccio con il resto dei compagni. Sì, vogliamo credere sia stata una ripartenza, cosa che può fare solo bene alla nostra Roma. Perché con uno Dzeko che torna a essere Edin, quella rincorsa per la qualificazione alla Champions League, non può che assumere contorni più solidi e ottimistici. Considerando pure che Borja Mayoral ormai è qualcosa di più di una semplice alternativa, di sicuro la migliore da quando il bosniaco è arrivato alla Roma. E adesso a Benevento, dove Edin nella sua unica apparizione ne fece un paio, a chi toccherà entrare in campo da titolare? L'impressione è che Fonseca ripartirà dallo spagnolo, ma sapendo che con Dzeko il peggio è passato. È tornato. E ora potrà andare sempre e soltanto meglio.