Nei giorni scorsi al Pop-up Store di Bond Street, per la presentazione di alcuni prodotti rigorosamente ufficiali, ma realizzati appositamente per il mercato americano, ieri al Roma Club di New York: così si cerca di far diventare giallorossa la Grande Mela e questo è il senso di tournée lunghe come quella che proprio oggi si conclude, dopo la partita di stanotte e la festa che l'ha preceduta ieri pomeriggio al centralissimo Grey Bar, a due passi dall'Empire State Building. La Roma si avvicina ai suoi tifosi più lontani, come questo gruppo fisso di una quarantina di tifosi che vivono qui a cui si uniscono per ogni partita turisti estemporanei che sanno che qui si mangia, si beve e si tifa Roma come nelle migliori tradizioni. E arrivano da ogni parte del mondo: dalla Polonia, dalla Turchia, dall'Irlanda, dalla Grecia.

E che ieri si sono ritrovati prima della partita con Vincent Candela, ambasciatore della Roma per questa parte della tournée, e con Alessio Scarchilli, ex calciatore e voce di Roma Tv. «Per me - dice Candela, portato in trionfo a suon di Ollellé, Ollallà durante la diretta Facebook del Romanista - è un piacere rappresentare la Roma fino a qui». Giovanni è il presidente del Club, Luca e Claudio sono i suoi vice, quelli che si occupano dell'organizzazione: «Abbiamo un comitato direttivo di 12 persone - ci spiega Luca - per le partite veniamo sempre qui, tranne che per quelle che in Italia si giocano alle 12,30, quando questo pub è chiuso. Allora ci trasferiamo al Legends. Siamo nati dieci anni fa, forse siamo il più antico club di tifosi di New York. Ce ne sono di tutte le squadre italiane, anche della Lazio, ma sono gli unici con cui non abbiamo buoni rapporti...». Di americani ce ne sono due, Eric, assente, e Wayne, 28 anni, che oggi è qui, occhi vispi e pieni d'amore: «Questo club per noi è il centro della passione, e se New York è il centro del mondo, noi lì ci mettiamo la Roma».