Le prime quattordici partite con una media di un gol subìto ogni novanta minuti, le seconde quattordici con quasi due reti al passivo per ogni incontro. È il dato che emerge dalle prime ventotto uscite stagionali della Roma tra campionato, Europa League e Coppa Italia: l'involuzione difensiva della squadra di Paulo Fonseca è evidente e le cause sono da ricercare all'interno del collettivo e dell'assetto tattico. Non c'è un fattore scatenante, come ad esempio un infortunio, alla base del peggioramento della retroguardia, anche se l'impressione è che, da dopo la trasferta di Napoli in poi (tredicesimo impegno stagionale) la Roma abbia perso solidità e certezze. Mentre l'attacco continua ad avere ottimi numeri (al netto della sconfitta senza gol di Torino), il pacchetto arretrato ormai da diverse settimane fatica a fermare le incursioni avversarie. Basterebbero i numeri a rendere l'idea: quattordici gol incassati nelle prime quattordici gare, ventisette quelli subiti nelle seguenti quattordici, praticamente il doppio. Sia chiaro: il problema non può essere accollato in toto a Pau Lopez, Mirante, Smalling, Mancini, Ibanez e Kumbulla; come aveva sottolineato qualche settimana fa Lorenzo Pellegrini, sono anche centrocampisti e attaccanti a dover garantire l'equilibrio dando una mano a chi gioca più indietro. Il modulo a tre varato nel finale della scorsa stagione aveva offerto buone garanzie anche nell'avvio del 2020-21, ma ora la squadra giallorossa si ritrova vulnerabile.

Le metamorfosi

Il cambiamento emerge in maniera ancora più evidente andando ad analizzare i clean sheet della Roma: nelle prime quattordici uscite, tra settembre e l'inizio di dicembre, sette si erano chiuse senza subire gol. Verona compresa, visto che sul campo la prima di campionato era terminata 0-0. A seguire Udinese, Cska Sofia, Fiorentina, Cluj due volte (5-0 all'andata e 2-0 al ritorno) e Parma. Quindi lo scivolone al San Paolo contro gli uomini di Gattuso il 29 novembre, prima sconfitta stagionale per i giallorossi; che si riscattano pochi giorni dopo con un 3-1 casalingo allo Young Boys. È il match che chiude il primo blocco. Si riparte con un'altra porta imbattuta nello 0-0 contro il Sassuolo (peraltro in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo), seguito dall'ininfluente ko di Europa League a Sofia. Eppure, da inizio dicembre in poi, gli uomini agli ordini di Paulo Fonseca riescono ad
abbassare la saracinesca soltanto un'altra volta, nell'1-0 sulla Sampdoria firmato Dzeko che apre il nuovo anno solare. In mezzo, il poker rimediato al Gewiss Stadium contro l'Atalanta e il 3-2 dell'Olimpico contro il Cagliari. Con l'Inter sono fatali i venti minuti di black-out a inizio ripresa in cui i giallorossi incassano due reti, ma Mancini e compagni hanno comunque il merito di andare a pareggiare nel finale. A questo punto arriva la settimana "horror" in cui i giallorossi prendono tre gol nel derby e quattro (con conseguente eliminazione dalla Coppa Italia dallo Spezia);i liguri, cinque giorni dopo, segnano altre tre volte, ma il sigillo nel recupero di Lorenzo Pellegrini evita la beffa. Ancora all'Olimpico, di fronte il Verona, ipotechiamo la gara segnando tre reti in nove minuti; il 3-1 serve solo per le statistiche. Chiude il secondo ciclo la sconfitta dell'Allianz Stadium: una gara in cui, a onor del vero, va detto che la retroguardia ha concesso ben poco alla Juventus, ma ha comunque subito due reti.

Solidità da ritrovare

Il totale parla di quarantuno gol incassati (sul campo) in ventotto partite: in media pari a 1,46 a gara. Tenendo conto della sola Serie A - e non prendendo in considerazione
il 3-0 a tavolino del Bentegodi - sono trentadue reti in ventuno impegni (per una media di uno e mezzo ogni novanta minuti): le stesse subite da Sassuolo e Verona, che però
hanno segnato molto meno; solo le squadre dal tredicesimo posto in giù hanno fatto peggio a livello difensivo. Il 59% di questi gol è arrivato nel secondo tempo (24 su 41), il 37% (15 su 41) nella prima frazione; la percentuale restante riguarda le due reti dello Spezia nel ko per 4-2 di Coppa Italia, poi commutato in 0-3 a tavolino dal Giudice Sportivo. In vista della seconda parte di stagione, nella quale i giallorossi riprenderanno anche il cammino in Europa League, urge ritrovare la compattezza vista nei primi due mesi e mezzo del 2020-21. La corsa per il quarto posto, oltre che dagli scontri diretti, può passare anche per la differenza reti: al momento, quella della Roma in campionato dice +9, proprio come la Lazio; Milan (+22), Inter (+28), Juve (+23), Napoli (+23) e Atalanta (+19) purtroppo le hanno nettamente migliori.