L'assenza. Della serie che qualche volta un'assenza può essere più indicativa di una presenza. Spieghiamo. Lo stato maggiore della Roma nelle prossime ore si riunirà a Dallas, Texas, la terra dei cowboys. Ci saranno il presidente James Pallotta, il direttore generale Mauro Baldissoni, il direttore sportivo Monchi, il suo vice Frederic Massara, il membro del comitato esecutivo Franco Baldini, Federico Balzaretti, Alex Zecca. Manca l'amministratore delegato. Ovvero Umberto Gandini. Tornato dagli Stati Uniti qualche giorno fa, l'ad in questi giorni è nel suo ufficio di Trigoria, a disposizione della società con la consueta e riconosciuta professionalità e serietà. Ma a neppure un anno dal suo insediamento a Trigoria (12 settembre) con tanto di benvenuto ricco di belle parole da parte di James Pallotta, la sua avventura alla Roma si deve considerare conclusa.

Non è che sia una novità in assoluto. Se ne parla già da diverse settimane. Se ne parla ancora di più da quando al Milan i cinesi sono diventati uccel di bosco e il fondo Elliot ha preso in mano la situazione. Subito ingaggiato Leonardo, la voce, forte e chiara, di un possibile, anzi probabile ritorno di Umberto Gandini in quel Milan in cui è stato per oltre venti anni come direttore organizzativo vivendo in prima persona la grande epopea berlusconiana quando il club rossonero era molto diverso da quello malandato e inaffidabile di questi ultimi anni. Per ora, peraltro, sono state solo voci che non hanno avuto un seguito, anche se un contatto approfondito tra le parti già c'è stato. E Gandini non lo ha mai nascosto, così come lo lusinga l'idea di poter tornare a lavorare nella società rossonera.

In ogni caso, l'addio alla Roma si può dare per certo, anche a fronte di un contratto che lo legherebbe alla Roma ancora per una stagione. La partenza di Gandini lascerà vacante il ruolo di amministratore delegato. Quindi la domanda inevitabile che uno deve porsi è: chi sarà a prendere il suo posto? La risposta è nessuno. Infatti, se non ci saranno cambiamenti in corso d'opera, a Trigoria e a Boston non c'è l'intenzione di andare a ricoprire la casella che lascerà vuota Gandini. Qualcuno potrebbe pensare a un ulteriore salto in alto di Mauro Baldissoni, attualmente direttore generale del club giallorosso. Possiamo escluderlo. Non solo perché tutte le deleghe in mano a Gandini di fatto sono operative anche per Baldissoni, ma pure perché il dg ogni volta che gli è stata prospettata l'eventualità di diventare amministratore delegato, ha sempre risposto confidenzialmente di essere molto affezionato al ruolo che ricopre e che non vede il motivo di un cambio di mansioni che poi di fatto non lo sarebbe. In sostanza un no, anche se dovesse rimanere, come sembra, vuota nell'organigramma, la casella dell'amministratore delegato. Se poi Gandini non dovesse concretizzare il ritorno al Milan, il dirigente potrebbe rimanere ancora per un anno a Trigoria. Cosa però che al momento ci sentiamo di escludere.