AS Roma

Il Tar prende tempo

La decisione slitta e la sentenza sul ricorso di Airc e Utr non è arrivata neanche ieri. La prossima fuori casa è l’8 marzo contro De Rossi. Sono ancora sei le partite in discussione

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
19 Febbraio 2026 - 06:00

La pec non è arrivata neanche ieri. I tifosi della Roma hanno atteso invano una seconda volta dopo l’udienza di martedì. Il Tar non si è ancora pronunciato sul divieto di trasferta per i residenti nella nostra regione nelle partite della Roma fino alla fine del campionato. Un provvedimento che «incorre nel vizio dell’eccesso di potere», avevano scritto i legali nel ricorso depositato il 5 febbraio scorso, voluto dall’Associazione italiana Roma Club (Airc) e dall’Unione tifosi romanisti (Utr), le due associazioni che raggruppano i tifosi giallorossi in tutta Italia, che hanno dato mandato ai legali Lorenzo Contucci e Paolo Alberto Reineri di contrastare il dispositivo firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il 21 gennaio. Una decisione forte, estesa ai tifosi della Fiorentina, presa dopo l’agguato teso sull’A1 dagli ultrà viola ai romanisti il 18 gennaio ma che - al netto di una condanna unanime a ogni tipo di violenza - è stata biasimata da più parti, anche della politica. in quanto soprattutto si andava a estendere una responsabilità individuale a un collettivo.

Airc e Utr hanno ricevuto tantissime proteste da parte dei propri iscritti, tra cui quelle di tesserati “illustri” (Campidoglio, Montecitorio, palazzo Chigi, Quirinale, palazzo Madama, Corte dei Conti, polizia locale di Roma capitale, poligrafico Zecca Stato hanno esponenti iscritti a entrambe le associazioni di tifosi giallorossi).

Genova (8 marzo), Como (15 marzo), Inter (4 aprile), Bologna (26 aprile), Parma (10 maggio), Verona (24 maggio): queste le gare ancora interessate dopo lo stop di Udine e Napoli. La prossima è contro il Genoa di De Rossi e c’è ancora un certo margine di tempo. Più tempo si prendono e più c’è da sperare? Non è detto, ma c’è un cauto ottimismo tra i ricorrenti e i tifosi della Roma, se non altro per la logica stessa del ricorso che ha addotto motivazioni incontrovertibili: innanzi tutto il fatto che il divieto di trasferta «costringe i tifosi della Roma residenti fuori dal Lazio ad acquistare i titoli di accesso per settori diversi da quello “ospiti”, creando i presupposti per una pericolosa commistione di opposte tifoserie all’interno degli impianti sportivi». Non solo, «l’ amministrazione ha dato atto che i soggetti responsabili del disordini sono stati puntualmente individuati e identificati» e quindi la scelta di colpire l’intera tifoseria della Roma si dimostra «un’inammissibile misura punitiva collettiva, priva di ogni nesso logico con le esigenze cautelari», un divieto cioè «a carattere generalizzato e discriminatorio e  secondo cui non si prevedono rischi futuri, ma si sanzionano condotte passate». Anche oggi, allora, si farà un countdown.

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