Qualsiasi cosa si volesse scrivere di ROMA, in questo momento il testo non potrebbe prescindere dal nome di Edin Dzeko. Mercato, perché se parte il bosniaco va sostituito e l'acquisto di un nuovo centravanti diventerebbe una priorità. Tattica, perché esiste una formazione con e una senza il numero nove giallorosso. Sentimento, perché anche se non è nato a San Giovanni lui ha indossato – fino alla scorsa settimana – la fascia di capitano di una squadra per la quale, quel pezzo di stoffa, non rappresenta semplicemente il lasciapassare per dialogare con l'arbitro ma, soprattutto, il riferimento per una intera tifoseria prima ancora che per gli altri compagni.

Insomma… Qualsiasi declinazione si voglia dare all'argomento, la priorità è che si faccia in fretta. Solo che, questa volta, nelle sue valutazioni Dzeko dovrà necessariamente tener conto che il parafulmine Pallotta non esiste più. Già, perché se nel passato – più o meno recente – ha avuto modo di accordarsi, tranquillamente, con un'altra squadra contando sul fatto che tanto, in ogni caso, la causa della sua partenza avrebbe potuto accollarla alla società… Questa volta tenesse bene a mente che ogni sua scelta sarebbe interpretata per quello che è: la sua volontà.

Edin, guardati intorno: il vento è cambiato. Questa volta ognuno dovrà prendersi le sue responsabilità, te per primo. E se farai la scelta – sia chiaro: lecita – di cambiare squadra anziché quella di tendere la mano al tuo allenatore, sempre che le condizioni siano vantaggiose anche per la ROMA, la narrazione sarà una e una soltanto: Dzeko ha scelto d'andarsene immolando una storia di sei anni nella Capitale sull'altare dell'orgoglio. E d'un tratto, come un soffio di vento che sparpaglia le carte sul tavolo da gioco, correrai il rischio di mandare sotto al mazzo lo straordinario gol di Londra, l'esultanza di Bologna, la notte contro il Barcellona e tutti quegli altri momenti indimenticabili con cui hai spaccato il cuore della gente per entrarne a far parte. Sai una cosa? Gli uomini per fare due passi avanti, alle volte, sono costretti a farne uno indietro: sta a te, allora. Sta a te scegliere.

Scegliere se tenere il punto o cercare l'intesa. Scegliere di cambiare aria o di contribuire alla crescita di questa squadra. Scegliere di continuare ad essere il beniamino di David e tanti-tanti altri piccoli, e grandi, tifosi o una delle tante magliette accatastate sulle bancarelle fuori lo stadio della tua prossima destinazione. Non c'è molto tempo, però. Questa volta devi decidere rapidamente, e senza alibi.

Questa volta sei te che scegli e i romanisti che ne prendono atto: felici, se resterai a casa. Ma determinati ad andare oltre se anteporrai l'io al noi, Edin al bene comune. È finita l'epoca dei giocatori, la ROMA viene prima di tutti.