La malattia è ricomparsa. Nella partita peggiore. Roma sparita, assente, quasi che avesse anticipato il coprifuoco con cui stiamo convivendo da mesi. Dopo i due tempi di Napoli, i trenta minuti di Bergamo, i novanta devastanti nel derby. La Roma è come se non fosse mai arrivata all'Olimpico dove, peraltro, era stata accompagnata dalla meravigliosa passione dei suoi tifosi. Avevamo sperato che quella emozionante dimostrazione d'amore potesse dare quell'ulteriore scintilla con cui si deve sempre giocare un derby. Niente. Non c'è stato un giocatore in grado da farci dire, beh questo almeno si è salvato. Nessuno.

Fa male scriverlo, ma non c'è mai stata partita. La Roma è stata sempre monopasso, mai un lampo, un'idea che potesse dare perlomeno il senso di un pericolo. Tutto il contrario dall'altra parte dove Inzaghi aveva dato l'ordine aspettate e ripartite. Così è stato con Lazzari capace di fare tutto quello che gli pareva, con Luis Alberto, con Immobile che l'ha aperta mettendola ancora di più sui binari preferiti da Inzaghi.
La Roma sparita è rimasta a guardare, con quel palleggio al rallentatore che consentiva agli avversari di mettersi sempre al meglio in campo. La trasgressione rappresentata da qualche lancio lungo che Dzeko non è mai riuscito ad amministrare, sempre più accartocciata sulle preoccupazioni di un derby che non l'ha mai vista protagonista.

Le partite si possono perdere, i derby un po' meno, ma non in questa maniera. La Roma non ha giocato, non ha lottato, non ha mai avuto un sussulto d'orgoglio, non è mai riuscita, neppure per un secondo, a scuotere dalla rassegnazione arrabbiata il popolo romanista che ha seguito la gara in televisione e che di sicuro avrà fatto una grande fatica a prendere sonno. Perdere in questa maniera e pensare che se si dovesse scegliere il miglior giallorosso il nostro voto andrebbe a Pau Lopez, è la firma sulla Roma trasparente che ieri sera è andata incontro alla terza sconfitta pesante, pesantissima, di questo campionato. Dando ragione a chi accusa Fonseca e la sua squadra di pagare pedaggio ogni qual volta si alza l'asticella, ovvero si incontra una formazione d'alta classifica.

Ci rifiutiamo di credere a questa ipotesi. La Roma che aveva pareggiato con Juventus, Milan e Inter, era stata una squadra in grado di giocarsela alla pari, dimostrando che l'asticella non gli era così indigesta. Ieri sera no, la Roma non è mai entrata in campo, bloccata da chissà quali pensieri visto che se lo poteva giocare con sei punti di vantaggio (sette sul campo considerando Verona), reduce da un periodo positivo che è stato azzerrato da questo derby sciagurato.

Sappiamo che non succederà, ma ora il rischio è che al danno se ne aggiungano altri. La Roma sarà criticata, insultata, stritolata, ciancicata, derisa. Noi non ci uniamo ai tanti cecchini che rispunteranno fuori per sparare sull'ambulanza giallorossa. Perché siamo convinti che la Roma non sia questa. Per il semplice fatto che quella del derby non è stata.