Aspettando il fischio d'inizio di Orsato, mi sono ritrovato a fare alcune riflessioni. Non pronostici, e neppure valutazioni di tipo tattico sulla partita: solo riflessioni di natura varia, dettate dalla speranza e pure da un pizzico di tensione. E sono giunto a questa filosofica conclusione: vincere male sì, perdere male assolutamente no. Che, tradotto dalla mia mente, vuol dire: pur di portare a casa il derby, accetterei una vittoria sporca, anche "rubacchiata", ma mai e poi mai manderei giù una sconfitta ingiusta. O regalata. Della serie: se proprio devo perdere, voglio almeno farlo dopo aver tentato di tutto per evitare la sconfitta. Una vittoria nel derby contro la Lazio è sempre priva di se e di ma; una non vittoria, invece, deve avere motivazioni serie, profonde. Non può essere banale. Non che questo ti aiuti a superare la delusione, ma per me c'è modo e modo di non vincere. Concetti facili a dirsi, un po' meno facili da mettere in pratica. Ma in attesa del fischio d'inizio va bene tutto, pur di far passare il tempo e allentare (debolmente...) i soliti tormenti.
Al fischio finale di Orsato, ho fatto il riassunto di quanto accaduto in campo e mi sono reso conto che la sconfitta, per come è maturata e per la sua portata, non può essere in alcun modo digerita, accettata. Giustificata. La Lazio ha giocato il derby, la Roma una partita qualsiasi. Anzi, la partita non l'ha proprio giocata. E ha perso in maniera netta. Paulo Fonseca e tutta la squadra devono sentirsi colpevoli della figuraccia. Si chiedeva, tra le altre cose, di non fare regali alla Lazio, invece la Roma ha regalato due gol nel primo tempo alla squadra di Inzaghi. E lo ha fatto in maniera puerile, mostrando limiti e difetti insospettabili. Tecnici e tattici. Da lì tutto è stato molto più complicato. E, a seguire, non c'è stata alcuna inversione di rotta, nonostante i tentativi di modificare la squadra e lo schema di gioco. Sapevamo un po' tutti come avrebbe giocato la Lazio, la Roma non ha fatto praticamente nulla per impedirglielo; anzi, con il suo atteggiamento molle, privo di mordente, di furia agonistica da derby e di idee tatticamente chiare ha favorito la strategia preparata a Formello. Una strategia che si è rivelata migliore rispetto a quella confezionata a Trigoria. La Roma ha perso male, malissimo come ormai le capita ogni volta che non vince. Farlo in un derby, però, raddoppia la delusione e mortifica i tifosi.