E adesso che ha cominciato pure a segnare, a cosa si attaccheranno i detrattori a prescindere di Lollo nostro? Di sicuro rispunteranno fuori alla prossima (speriamo il più tardi possibile) partita non positiva. Ma ora, intanto, Lorenzo Pellegrini li sta zittendo gara dopo gara. Pure con i gol. Ieri il terzo stagionale con un destro in diagonale (complice anche una piccola deviazione), tanti quanti ne aveva segnati nella passata stagione (uno solo in campionato, gli altri due una doppietta al Parma in coppa Italia). Un destro, dicevamo, che si è andato a infilare giusto giusto nell'angolino dove Handanovic non poteva proprio arrivare. Il tutto al termine di un'azione, dopo uno splendido e regolare recupero palla di Veretout (lo diciamo perché qualcuno esperto di bocce ha azzardato dire il contrario) su Barella, a cui hanno partecipato i tre uomini offensivi mandati in campo da Fonseca: Dzeko che ha smistato per Mkhitaryan che ha prolungato di classe il pallone (ottavo assist stagionale per l'armeno che ormai è più di una garanzia ad alto livello) per Lollo nostro, gol e vuoi vedere che sono legittimati sogni ambiziosi? Alla fine i sogni sono stati un pizzico ridimensionati dal risultato, anche se la Roma, come ha detto Fonseca, ha dimostrato di potersela giocare con tutti.

Con la rete all'Inter, Pellegrini ha già eguagliato il massimo in campionato con la maglia del suo (e nostro) cuore. Tanti ne aveva segnati nelle sue prime due stagioni romaniste dopo il suo ritorno dal Sassuolo, nella prima ne aveva realizzati altrettanti nelle coppe. Il suo record in un'annata, sono i complessivi otto segnati nella sua seconda stagione con il Sassuolo (sei in campionato, uno in coppa Italia, uno in Europa League). Lui non ce lo dirà mai, ma l'obiettivo in questa stagione è provare almeno a eguagliare quel record, sperando di zittire una volta per tutte i suoi detrattori a prescindere.

Il pensiero ci sta, anche perché Fonseca, pur sapendo di poterlo utilizzare da mediano in mezzo al campo, da un po' di tempo, complice probabilmente anche l'infortunio di Pedro, lo ha sistemato tra i due trequartisti alle spalle di Dzeko. Cioè il ruolo che Pellegrini ha scoperto in un derby che ancora ci emoziona. Il ruolo che il ragazzo cresciuto a Trigoria ha sempre dichiarato di preferire. Il ruolo che può esaltare le sue migliori qualità, cioè gli assist (nella passata stagione ha garantiti undici) e, anche la sua capacità di inquadrare la porta avversaria grazie a un tiro dalla distanza che sa essere preciso e potente. Là, sistemato dietro Dzeko e vicino all'armeno, Pellegrini può far vedere ancora meglio quello che vale, cioè uno dei migliori centrocampisti italiani. Per referenze chiedere anche al ct azzurro Mancini che lo ha sempre convocato, facendolo spesso e volentieri giocare, un paio di volte addirittura da esterno offensivo. E Lollo lo ha ripagato segnando pure. A conferma di una duttilità tattica e tecnica che ne deve fare un giocatore imprescindibile per il presente e il futuro della Roma. I nuovi proprietari, peraltro, ci hanno già fatto capire di pensarla così. L'estate scorsa non hanno neppure preso in considerazione l'idea di poter cedere Pellegrini, facendo chiaramente capire che i gioielli di famiglia non sono destinati a partire.

Già, il futuro. Ovvero quel rinnovo contrattuale che da un po' di tempo sta tornando ciclicamente in copertina visto che la scadenza naturale dell'attuale vincolo, è fissata per il trenta giugno del prossimo anno. E quindi c'è il rischio di un graduale deprezzamento del cartellino, ma soprattutto di una clausola che dice che il giocatore si può prendere a trenta milioni. Anche se in molti dimenticano che serve il consenso del giocatore perché quella clausola possa essere sfruttata. Consenso che il giocatore non ha mai pensato di dare (Milan, Juventus e Tottenham sicuramente ci hanno provato).

Consenso che a meno di una rottura con la Roma che al momento equivale a fantascienza, difficilmente ci sarà pure nei prossimi mesi. Non solo perché Pellegrini è intenzionato con tutte le sue forze a trovare un nuovo accordo con la società giallorossa. Ma anche perché la sua scelta è una scelta di cuore. Come ieri ha ribadito nel prepartita quando l'intervistatrice, giustamente per carità, gli ha chiesto, forse in maniera un po' sgarbata, lumi sul suo futuro. Ovvero, Pellegrini le viene voglia di legarsi alla Roma in maniera definitiva? Impeccabile la risposta di Lollo: «Più legato di così è difficile. Adesso c'è da giocare una partita importante, quindi è l'ultimo dei miei pensieri. Io sono da sempre legato alla Roma». Difficile essere più chiari. Lollo, del resto, non ha mai fatto mistero di voler rimanere in giallorosso, avendo pure l'obiettivo di continuare quella tradizione di Capitani romani e romanisti che ci piace tanto. Si può fare. La prossima, poi, sarà il derby. Rifallo, Lollo, rifallo.