C'era attesa per verificare come la Roma avrebbe reagito dopo lo schiaffo beccato a Bergamo. E pure per capire se i ragazzini chiamati in causa nel post partita da Paulo Fonseca, si sarebbero comportati da uomini. Perché, lo insegna la storia del calcio, non è mai sicuro al cento per cento che una squadra certe cose (qualcuno le ha chiamate accuse) le digerisca facilmente, e soprattutto in fretta. Tutto questo anche perché una sconfitta della Roma non è mai considerata una sconfitta e basta, ma spesso e volentieri diventa la fine del mondo. Magari alla faccia della classifica, della prestazione e via dicendo.
E c'era grande curiosità, ne converrete, anche per verificare che tipo di partita avrebbe giocato l'allenatore portoghese, reo (dopo ogni ko) di non saper leggere le gare, di non fare i cambi giusti e mai al tempo giusto, di essere il colpevole più colpevole di tutto. Fonseca non è mai stato esente da colpe, per carità; ha sbagliato anche lui più volte in maniera grossolana, ma non può neppure essere sistematicamente l'unico male della squadra. Storia stravecchia, comunque: i lettori più affezionati ricorderanno che tempo fa scrissi che «quando la Roma vince, vince la Roma» mentre «quando la Roma perde, perde Fonseca». O no?
Il verdetto del campo, tirando le somme, è stato inequivocabile: la Roma è una squadra psicologicamente squinternata. Capace di confezionare una doppia partita all'interno della stessa partita. Prima gioca da paura, poi gioca ancora da paura ma nel senso opposto. Era già accaduto a Bergamo, e la faccenda si è ripetuta per un quarto d'ora ieri sera all'Olimpico. Un black out choc dopo un tempo di calcio chic. Prima si sono (ri)visti gli uomini, poi di nuovo i ragazzini... Possibile? Sì, possibile. Resta da capire in certi casi, però, quant'è la responsabilità diretta del tecnico. Colpa sua se la Roma ha spento per un po' (troppo) la luce, oppure merito suo se l'ha riaccesa in tempo utile per andare a segnare (da uomini, basta coi ragazzini) altre due reti? Tutto sta a dare/fare la giusta narrazione ai fatti... In realtà, non esiste la Roma di Fonseca ma la Roma punto e basta. E la Roma saluta il Natale al terzo posto in classifica. Cioè sul podio del campionato, dietro alle milanesi. Tiè, alla faccia di chi ci vuole male... Ciao, ‘nvidiosi.
PS: Auguri.