Chissà chi sarà il prossimo. Ci sta domandarselo, nel giorno in cui la nostra Roma si presenta a casa del fenomeno Atalanta con cui negli ultimi anni, i rapporti sul mercato sono stati continuativi e remunerativi (per loro). Riassumendo: prima Cristante, poi Mancini, nel gennaio scorso Ibanez, e per non farsi mancare niente come ex si può prendere in considerazione anche Spinazzola, arrivato dalla Juve, ma maturato definitivamente con la maglia nerazzurra di Bergamo. Sommando il cash dei quattro, si arriva a una cifra non distante dai cento milioni. Comprendendo i bonus, cifra che potrebbe ancora lievitare se in un prossimo futuro la Roma dovesse decidere di cedere Mancini e Ibanez, rivendita sulla quale la squadra che come direttore sportivo ha il bravissimo Giovanni Sartori, ha un ulteriore dieci per cento ciascuno da incassare. Giusto per ricordare e non prendendo in esame la voce commissioni per i procuratori: Cristante è costato cinque milioni, più quindici, più dieci di bonus; Mancini due più tredici, più otto di bonus; Ibanez otto più due di bonus; Spinazzola ventinove e mezzo (questi incassati dalla Juve). Togliendo appunto la spesa per l'esterno sinistro, la Roma ha garantito alle casse atalantine quarantrè milioni fissi, più una ventina di bonus. Insomma hanno fatto festa a Bergamo. Pure in campo, visto che nelle ultime undici sfide ufficiali tra le due squadre, la nostra Roma solo una volta è uscita dal campo con i tre punti (a casa loro, punizione di Kolarov). Sarebbe ora, insomma, di invertire la tendenza.

Tralasciando Spinazzola, c'è da ricordare come le trattative con l'Atalanta tutto siano state meno che passeggiate di salute, soprattutto da un punto di vista economico. Per Cristante e Mancini ci furono problemi per trovare le cifre giuste e la formula che potesse soddisfare entrambe le parti anche come tempi di pagamento. Per Ibanez fu, invece, soprattutto una questione di concorrenza visto che il Bologna di Sabatini sul difensore era arrivato prima trovando anche l'accordo per il trasferimento.

Cristante fu una delle prime operazioni portate a termine dal senor Monchi che, come purtroppo sappiamo, da queste parti non è mai stato quello di Siviglia. Fu una trattativa inevitabilmente resa molto complessa dal fatto che il ragazzo era reduce da una stagione con numeri da candidatura al Pallone d'oro, gol come non ne aveva mai fatti, ruolo in campo da trequartista incursore che lo aveva trasformato in una delle chiavi vincenti di quella prima edizione show dell'Atalanta gaspeririana. Trattarono a lungo le due società, tra alti e bassi che una volta davano per fatto l'affare, per poi il giorno dopo far sapere che era saltato tutto. Uno dei nodi era che la Roma voleva inserire almeno un giocatore per provare a limitare l'esborso cash, ma da questo orecchio Sartori e l'Atalanta fecero capire di essere sordi. Curioso notare come Cristante, acquistato come miglior centrocampista italiano nel ruolo di trequartista, da queste parti quel ruolo in cui si era affermato, di fatto non l'abbia quasi mai occupato. Scoprendosi con la maglia della Roma prima un mediano che in una rosa di una squadra importante ci può stare, e poi più recentemente come centrale difensivo di una linea a tre in cui garantisce piedi migliori di quelli che, solitamente, hanno i difensori naturali.

Non fu semplice neppure la trattativa per portare a Trigoria Mancini. Fu una storia, oltretutto, lunghissima. Cominciata pure questa da Monchi nel mercato di quel gennaio che fu l'ultimo del dirigente spagnolo a Trigoria. L'affare non si chiuse e rimase tra coloro che son sospesi. Fino all'arrivo di Gialuca Petrachi che riattivò i contatti per portare il ragazzo alle dipendenze di Fonseca. Ci riuscì, anche se pure qui ci fu bisogno di un bel numero di milioni per convincere i dirigenti atalantini.

Diverso, invece, è stato l'arrivo di Ibanez che, peraltro, a Bergamo, nei sei mesi in cui è rimasto non era riuscito a convincere Gasperini, al punto che di fatto il campo non lo aveva mai visto. Da qui la sua richiesta di essere ceduto. Sabatini per il Bologna, fu il primo che si presentò per perfezionare l'acquisto. E c'era pure riuscito. Almeno fino a quando ai procuratori del brasiliani non arrivò una telefonata della Roma. Cambio di rotta immediato di procuratori e giocatore, commissioni ovviamente un po' più ricche e così Ibanez è diventato un giocatore della Roma. Dove ci ha messo pochi mesi a convincere Fonseca che poteva essere lui l'uomo giusto per mettere in campo la difesa a tre. Detto e fatto. Oltre a Spinazzola, oggi almeno Mancini sarà titolare, probabile pure Ibanez e non è escluso che Cristante possa comunque far parte dei quindici giocatori che presumibilmente Fonseca utilizzerà nei novanta minuti di Bergamo. Dicono che nel calcio esista la legge degli ex. Fosse così..