Per Paulo Fonseca i sedicesimi di finale di Europa League di febbraio contro il Braga avranno un sapore speciale. E non potrebbe essere altrimenti, dopo il sorteggio di lunedì scorso, visto che l'allenatore giallorosso è stato protagonista della vittoriosa stagione 2015-2016 nel club della seconda città per importanza dopo Oporto nel Nord del Portogallo. Poco più di 180.000 abitanti in quella che nel Medioevo venne definita la "Roma portuguesa" grazie alle sue numerose chiese e piazze che richiamavano la città papale. A Braga Paulo Fonseca non soltanto ha iniziato a far vedere quello l'impronta del tecnico che conosciamo oggi, ma ha riportato dopo 50 anni la Taca de Portugal, vinta per solo due volte dal club.

Nel palmares nazionale della società figurano anche due Coppe di Lega, mentre a livello internazionale il Braga ha conquistato una coppa Intertoto e ha raggiunto la finale di Europa League, persa contro i connazionali del Porto nel 2010-2011. Non tantissimo come bottino, anche se gli Arsenalistas (chiamati così perché negli Anni 30 l'allenatore ungherese József Szabó, dopo aver assistito a una partita dell'Arsenal a Highbury, convinse la società a cambiare i colori della maglia dal verde al bianco-rosso) negli ultimi vent'anni sotto la presidenza Salvador si sono fatti notare anche a livello europeo.

Aspettativa elevata

Ci si attende molto in questa stagione dal Braga tanto che qualcuno inserisce la squadra allenata da Carlos Carvalhal tra le pretendenti a uno dei due posti che consentono l'accesso diretto alla prossima Champions League (la terza classificata della prima divisone si gioca comunque il preliminare): «Ma il grande sogno del presidente Antonio Salvador, che da vent'anni è il patron del club, è vincere il campionato portoghese - spiega Carlos Daniel, giornalista portoghese di Rtp e autore del documentario sul Fonseca "ucraino" prodotto da Canal 11 -. Dieci anni fa la squadra ha raggiunto un secondo posto dietro al Benfica, ha fatto poi una finale di Europa League, persa contro il Porto. I più grandi allenatori portoghesi sono passati per Braga: Fonseca (prese il posto di Segio Conceiçao, ndr), Jardim, Jorge Jesus. Sarà molto difficile arrivare al nostro scudetto, neanche lo Sporting Lisbona negli ultimi anni riesce a inserirsi. Ma quest'anno è un campionato strano: Porto e Benfica non sono partiti bene e lo Sporting Lisbona ha storicamente la caratteristica di essere incostante. In questo senso il Braga può assolutamente intromettersi e rompere l'egemonia del trio storico».

In questa stagione gli uomini di Carvalhal erano partiti male, per poi collezionare sei vittorie consecutive e proiettarsi anche al secondo posto nel campionato portoghese. Ora però sono quarti in classifica: «Hanno perso qualcosa per gli impegni ravvicinati di Europa League. Alcuni giocatori erano parecchio affaticati. La squadra è molto buona, solo lo Sporting Lisbona gioca a quel livello in questo momento. Carvalhal ha molta esperienza, ha allenato in Premier, sa molto di calcio e assomiglia parecchio a Fonseca. Vuole un calcio positivo, di iniziativa, ama tenere il pallone nella metà campo avversaria. La prima preoccupazione per loro è fare la partita, ovviamente contro la Roma sarà un po' diverso. La squadra di Fonseca è più forte e il Braga si adatterà un po' più del solito all'avversario, con una strategia diversa. I due tecnici si conoscono molto bene, Credo che Carvalhal vorrà sorprendere la Roma, forse difendendo un po' più basso e cercando gli spazi quando possibile. In Europa League è favorita la Roma, è più forte, ha più esperienza, gioca un campionato più difficile e ha un ritmo differente. Come percentuali di superamento del turno direi 60%-40% per la Roma, non c'è una differenza da 80-20. Il Braga è una squadra molto pericolosa».

Gli amici di Paulo

Incrocio «speciale», l'ha definito Fonseca. Sì, perché anche se è rimasto una sola stagione, il tecnico della Roma a Braga, oltre a conquistare un trofeo, ha legato amicizie vere, come quella con Johnny Barros, cugino di Pedro Moreira, preparatore atletico, uno dei fedelissimi di Paulo nell'attuale staff tecnico della Roma, nato anche lui in Mozambico, che gestisce il Clube Hipico do Norte, a Esposende (a quaranta minuti di macchina da Braga, verso la costa) dove vive e corre il cavallo di Fonseca: «Sta molto bene Finnish (questo il nome, ndr)! Il virus ha condizionato anche l'attività dei cavalli, un po' come per il calcio, è stato tutto abbastanza confuso: prima abbiamo iniziato, poi ci siamo fermati, poi siamo partiti di nuovo. A causa del Covid-19 Paulo non è più potuto venire, ma ci sentiamo spesso telefonicamente. Lui è molto responsabile, per il ruolo che ha e il lavoro che svolge e non ha corso rischi in questi mesi, non ha voluto vedere nessuno. Lui e il suo staff sanno che devono lavorare a Roma, sono stati in famiglia senza vedere troppa gente», spiega Barros.

Johnny Barros, cugino di Pedro Moreira, preparatore atletico della Roma e amico di Fonseca che nel suo centro ippico ha in affidamento il cavallo del tecnico romanista.

Ci sarà modo però probabilmente di incontrarsi a febbraio: «Sperando che la situazione sia migliore, ma sicuramente ci proveremo. A Braga oggi c'è un sentimento contrastante. Fonseca qui ha fatto qualcosa di speciale prima di andare allo Shakhtar, qualcosa che i tifosi non possono dimenticare. Gli vogliono molto bene. E lui ha molto rispetto per loro. Da un lato siamo felici di incontrare la sua Roma, ma dall'altro siamo consapevoli che sono molto forti. I tifosi sono felici che Paulo torni qui, ma sono tristi perché hanno paura che perderanno... (ride, ndr). Anche se il Braga ha un'ottima squadra in questa stagione sanno che la Roma è un'altra dimensione. Se seguo la Roma? Ogni partita! Sono convinto che è sulla buona strada, credo che possa arrivare in Champions League, anche se in Italia il calcio è molto difficile, ma adesso la squadra ha capito le idee di Fonseca e in alcune partite mi ha lasciato stupefatto per come ha giocato. A Bologna ad esempio ho visto una partita perfetta, poteva finire 10-0. Col Sassuolo ci sono state decisioni severe da parte dell'arbitro e altri episodi contestati».

Sarà «un ritorno a casa» praticamente per tutto lo staff di Fonseca, in particolar modo per Pedro Moreira, appunto, e per Tiago Leal, l'analyst che anche a Braga già lavorava con l'attuale tecnico della Roma e che nei giorni scorsi ha manifestato sui social la sua emozione. Per una sfida speciale, che per le ambizioni della squadra giallorossa e il suo allenatore vale molto. Forse anche di più.