L'ultimo (timido) festeggiamento per un traguardo raggiunto la Roma l'ha vissuto al fischio finale dell'ultima sfida giocata con il Torino, in trasferta, lo scorso 29 luglio, ostacolo finale saltato a pie' pari e qualificazione all'Europa minore raggiunta. "EdIN Europa" titolò Il Romanista, a rimarcare ancora una volta la prestazione del bosniaco, trascinatore della squadra che vincendo 3-2 creerà le basi per l'unica doppietta nella storia recente in Piemonte (tre giorni dopo fu espugnato anche lo stadium).

Non fu festa vera e propria, ovviamente, ma una certa soddisfazione si provò anche per il prolungamento di quella striscia di risultati positivi che si sarebbe ulteriormente allungata con la Juventus e che avrebbe prodotto benefici effetti anche su questa stagione. In panchina col Toro c'era Longo che riuscì a salvare la squadra e poi ricevette il benservito dal presidente Cairo, che affidò il progetto di rilancio a Marco Giampaolo. Ma le cose non hanno funzionato e stasera è in ballo un altro pezzetto di panchina per il tecnico del Toro, pronto alla rivoluzione, stando almeno a quello che annunciano le gazzette di casa. Il sistema resterà lo stesso, con la difesa a tre, o meglio a cinque, ma cambieranno a quanto pare diversi uomini.

Fonseca non si fida, sa che il Torino ha raccolto molto meno di quel che ha prodotto e dunque esorcizza i rischi della sottovalutazione. «Ambizione» è la parola chiave della vigilia. Questa è l'unica cosa che chiede ai suoi giocatori, alla vigilia di una partita che può significare molto per la Roma. La concatenazione di risultati della dodicesima giornata ha fatto sì che vincendo stasera la squadra giallorossa passerebbe dal sesto al terzo posto, scavalcando in un colpo solo Sassuolo (fermato dalla Fiorentina) e Napoli (battuto a Milano dall'Inter) e affiancando a 24 punti la Juventus (bloccata sull'1-1 casalingo dall'Atalanta). Tre punti sopra, a 27, c'è ora l'Inter, che comunque ha sofferto molto col Napoli, quattro sopra (a 28) il Milan, tornato sulla terra dopo il doppio confronto con Parma e Genoa, da cui ha rimediato solo due punti. Ma Fonseca non guarda la classifica, non ancora almeno. Né lo impressionano le lusinghe statistiche che assegnano alla Roma 44 punti (sul campo) nelle ultime 19 partite, a cavallo tra i due campionati: «Noi dobbiamo avere solo l'ambizione di vincere la prossima partita, col Torino, e non sarò facile».

Non fu facile quasi un anno fa, il 5 gennaio scorso, quando la Roma si ritrovò di fronte il Torino di Mazzarri (sembra passata un'era) alla prima partita del 2020. Alle feste la squadra giallorossa era andata dopo aver strapazzato la Fiorentina, vincendo 4-1 e dominando un po' com'è accaduto domenica scorsa a Bologna. All'approccio di gennaio c'era l'idea che stesse per aprirsi un periodo particolarmente propizio e invece la Roma visse un inizio d'anno tremendo, perdendo cinque delle prime sette sfide di campionato e venendo eliminata dalla Juventus in Coppa Italia. La prima sconfitta arrivò proprio con il Torino, 0-2 firmato Belotti, con l'arbitro Di Bello protagonista in negativo della serata. Stasera arbitra Abisso, che l'anno scorso a Lecce fece malissimo (ma la Roma vinse lo stesso 1-0) e quest'anno se l'è cavata a Udine (altra vittoria giallorossa di misura).

Ora la Roma sembra più solida, più squadra, più sicura di se stessa, meno esposta. Nelle ultime venti partite di serie A ha perso due volte e solo contro il Napoli, dimostrando una tenuta generale in casa e fuori che sta pian piano convincendo gli osservatori a non escluderla da alcun pronostico. E in un campionato privo di una regina e con tante squadre a vantare ambizioni non si può davvero dare nulla per scontato. Serve solo continuità di presenza. E da oggi in infermeria sono rimasti solo due giocatori, i lungodegenti Pastore e Zaniolo. Anche questo è un bel segnale.