Certe feste si fanno sottovoce: la ricorderanno a lungo la serata di Sofia i tre 18enni nella formazione iniziale, nonostante la sconfitta (del tutto ininfluente), ma è meglio non farsi vedere troppo felici. Con l'eccezione di Milanese, autore del momentaneo 1-1: una gioia che nessuno potrà togliergli. «Serata indimenticabile, sono molto contento però poteva andare ancora meglio per il risultato - ha dichiarato a Roma Tv - sono molto contento e soddisfatto». Gli viene chiesto dove può giocare, se davanti alla difesa - dove ha iniziato ieri la sua prima dall'inizio coi grandi, dopo due spezzoni da trequartista - o dietro le punte. «Sono nato trequartista o seconda punta ma dove mi mette il mister gioco. Cerco di dare il meglio ovunque mi mettono. Il mister mi ha ripetuto di giocare come sapevo e anche i compagni mi hanno detto di stare tranquillo perché le qualità le ho. Mi hanno detto di iniziare tranquillo e poi prendere in mano la partita».

E il ragazzo nato a Galatina, provincia di Lecce, e cresciuto nella scuola calcio di Fabrizio Miccoli, che nel 2016 lo ha segnalato a Bruno Conti, ha seguito le consegne, trovandosi al posto giusto a metà primo tempo, in tempo per controllare il cross di Bruno Peres, rifinito da Mayoral, e calciarlo di destro all'angolino basso. Primo gol a 18 anni, alla terza apparizione con i grandi, proprio come l'amico Calafiori (che gli ha fatto i complimenti su Instagram). Sono tre i calciatori italiani nati dal primo gennaio 2002 (limite d'età della Primavera) a segno nelle coppe Europee, e due giocano nella Roma: il terzo, che hanno anche incontrato ai tempi dell'Italia U18, è il milanista Colombo.

Calafiori ieri avrebbe dovuto giocare la terza gara stagionale ma è stato fermato, quando era già in Bulgaria, da una gastroenterite: non c'erano riserve di ruolo, così Fonseca ha adattato l'ivoriano Mory Bamba, attaccante esterno, che non aveva mai giocato così indietro. E non ha neppure giocato così spesso, quest'anno, con la Primavera: 10' all'esordio con l'Ascoli, 3' con l'Atalanta, panchina nelle ultime due, quando Ciervo, oltre a giocare, ha segnato 2 gol, a Lazio e Juve. L'esterno di Latina era alla terza convocazione in Coppa, ma è un destro naturale, l'ivoriano è mancino, e Fonseca ha preferito lui: non ha demeritato, dopo qualche minuto di ambientamento. Il terzo debuttante era Boer: con Mirante in dubbio per Bologna si è preferito non rischiare Pau Lopez. E così il veneziano è diventato il secondo più giovane portiere utilizzato in gare ufficiali dalla Roma, dopo un certo Angelo Peruzzi. Negli ultimi 9' in campo anche Tripi, seconda apparizione dopo quella col Cluj. Tutti classe 2002, come Ciervo e Bove, rimasti in panchina a sperare che Fonseca facesse l'ultimo cambio: non sarà facile quest'anno trovare un'altra partita così comoda per esordire.