Ospite della trasmissione Calciomercato - L'originale su Sky Sport 1, il direttore sportivo della Sampdoria, Walter Sabatini, ha parlato anche di Javier Pastore, raccontando cosa lo ha colpito di più quando lo ha scoperto in Argentina. "L'armonia dei movimenti e la profondità della corsa palla al piede. Lui divora campo palla al piede, con una facilità di conduziuone di palla. Mi colpì anche l'individuazione delle linee oscure di passaggio. Era un talento straordinario, giocava nell'Huracan e vinceva le partite da solo. Angel Cappa era un allenatore filosofo, che gli concedeva grandissima libertà".

Sull'effetto di vederlo con la maglia della Roma dopo averlo corteggiato all'Inter, l'ex ds giallorosso ha detto: "A gennaio fu un tentativo velleitario. Io non ho paura di far figuracce e ho cercato di farlo, poi si è complicata strada facendo. Lo vedo con grande orgoglio alla Roma. E' sempre una tempesta emotiva per me parlare di Roma e pensarci. Sono molto felice di vederlo lì e di rivederlo in Italia, perché lui lo sa bene che non mi è piaciuto molto il suo percorso al Psg. Il primo anno ha giocato un calcio sublime, raccontato addirittura in un libro. Poi si è un pochino seduto e ha accettato un ruolo di subalternità e questo un campione non lo può fare, altrimenti non si è veri campioni. Dove lo vedo bene? Lo considero un playmaker a tutto campo, non lo ritengo né una mezzala, né un trequartista, perché a lui piace girovagare e creare superiorità numerica. Per capacità di corsa e resistenza può fare la mezzala, forse gli manca la veemenza nella rincorsa, perché nel 4-3-3 devono andare a coprire molto anche sulla fascia. E' un giocatore forte con un allenatore forte come Di Francesco, non penso che avranno problemi. Casomai batterà qualche angolo e Dio provvede".