La rivoluzione monciana. Con l'obiettivo di costruire la sua prima, vera, Roma. Quella di Ramon Rodriguez Verdejo, in arte Monchi, cinquant'anni ancora da compiere e un grande futuro dietro le spalle. È arrivato a Trigoria da poco più di un anno. I primi mesi li ha trascorsi ad ascoltare, guardare, capire, dedurre, immaginare, pure sbagliare. Comunque arricchiti da una prima sessione di mercato che in giallorosso ha portato otto giocatori nuovi, necessari se non altro per ridimensionare la tristezza, in qualche caso l'incazzatura, per essere stato costretto a cedere Salah, Rudiger e Paredes, «perché avevamo degli obblighi di fair play finanziario». Ma quella della passata stagione che, peraltro, ci ha fatto sognare soprattutto in Europa come non ci capitava da decenni, inevitabilmente non è stata certo la sua Roma, più che altro un compromesso tra passato sabatiniano e presente e futuro monciano. Roba che sta mettendo a punto in questa sua seconda stagione dove, fin qui, è stato il protagonista di questo mercato, coinvolgendo la Roma già in dodici operazioni di mercato, nove in entrata (Mirante, Marcano, Bianda, Coric, Cristante, Kluivert, Pastore, Santon, Zaniolo) e tre in uscita (Nainggolan, Tumminello e Peres - che però nelle ultime ore pare si stia impuntando perché vuole tornare in Brasile piuttosto che andare al Torino - più probalmente Sadiq destinato ai Rangers Glasgow in prestito). Sono stati spesi oltre 52 milioni,incassati una trentina. Ma non è finita, sia in entrata che in uscita.

La linea verde

È profondo il cambiamento che Monchi sta operando in una rosa che nella prossima stagione presenterà quattordici giocatori acquistati dal ds spagnolo arrivato a Trigoria dopo i trionfi con il Siviglia. Ed è, soprattutto, un cambiamento di carta d'identità. Si voleva svecchiare, ringiovanire, rinfrescare e, pure, migliorare, la rosa da mettere a disposizione di Di Francesco. E fin qui l'operazione sta andando avanti alla grande. Basti dire che nei due anni sono arrivati un 2000 (Bianda), tre 1999 (Kluivert, Zaniolo, Luca Pellegrini), due 1997 (Under, Coric), due 1996 (Lorenzo Pellegrini, Schick), due 1995 (Cristante, Karsdorp), più o meno una squadra che costituisce l'ossatura in parte per il presente ma soprattutto per il futuro. Troppo giovani? Il rischio c'è. Tanto è vero che nel momento in cui scriviamo, la rosa della Roma comprende anche uno scheletro di giocatori di esperienza, capaci di essere il punto di riferimento per il gruppo di ragazzini. Semmai il problema è che la rosa, nel momento in cui scriviamo, è decisamente eccessiva.

Una rosa extra-large

Sono trenta i giocatori che in questo momento comincerebbero il ritiro con Eusebio Di Francesco di cui quasi la metà (14) acquistati dal senor Monchi. Anzi trentuno immaginando anche un terzo in porta: due portieri (Alisson, Mirante); 11 difensori (Karsdorp, Florenzi, Santon, Bianda, Manolas, Fazio, Juan Jesus, Marcano, Capradossi, Kolarov, Luca Pellegrini); 8 centrocampisti (De Rossi, Gonalons, Coric, Lorenzo Pellegrini, Strootman, Cristante, Gerson, Zaniolo); 7 attaccanti (Dzeko, Defrel, Under, Schick, Perotti, El Shaarawy, Kluivert). Il numero, dando per fatta come è fatta l'operazione Pastore, sale di fatto a trentadue. Ma può scendere a ventotto considerando che quattro giocatori sono destinati ad andare via (Defrel, Gerson, Capradossi, Zaniolo). Sarebbero in ogni caso troppi, meno a centrocampo dove le probabili partenze di Zaniolo e Gerson ridurrebbero a sei i centrocampisti a disposizione del tecnico, lo stesso numero della passata stagione, numero che non sempre si è rivelato sufficiente per problemi di ambientamento (Gonalons) e lenta crescita (Gerson). Considerando poi che il nome del marocchino Ziyech in entrata non può essere dimenticato, il rischio per Di Francesco sarebbe quello di dover fare i conti, partita dopo partita, con una rosa così numerosa da dover lasciare scontenti parecchi giocatori. E allora c'è da pensare che più di qualcuno sia destinato a salutare. Chi? Uno tra Perotti (richiesto dal Tottenham) ed El Shaarawy, ma c'è anche la possibilità, con l'arrivo di Ziyech, che possa andare via qualcuno a centrocampo. Per esempio Florenzi con cui si sta discutendo un prolungamento e soprattutto adeguamento contrattuale che al momento tutto sembra meno che una passeggiata di salute. Ma, anche, Lorenzo Pellegrini. Ieri a Trigoria è stato visto il procuratore del giocatore, Pocetta. Che si sia presentato per parlare di Defrel è sicuro, ma anche per portare il nome di qualche squadra disposta a pagare la clausola rescissoria (30 milioni) del suo assistito?