Mentre cresce l'ipotesi della maglia autoprodotta (come accadde nel 2013), per la stagione 2020-21 si continua a cercare la quadra con New Balance, con cui poche settimane fa si ragionava sulla base di quasi tre milioni stagionali oltre a una percentuale più importante sulla vendita del materiale tecnico rispetto a quella esistente con Nike. E si continua a trattare.

In ogni caso ad oggi in vantaggio c'è il marchio americano, entrato nel mondo del calcio a partire dalla stagione 2015-16. L'area calcistica in realtà era stata affidata dal 2012 a Warrior, marchio acquistato nel 2004 e poi sostituito, per scelta di marketing, dal brand principale New Balance, nel 2015, con un ingresso massiccio dal punto di vista della comunicazione. Oltre alla comparsa del logo Nb sulle casacche di Liverpool, Porto e Siviglia, il brand ha esordito con un contratto di fornitura siglato con alcuni calciatori della Premier League di punta (o comunque in ascesa) come Kompany, Nasri, Navas, Fellaini, Ramsey e Januzaj, presenti nel giorno della presentazione della rinnovata sezione Football.

Nella stagione di esordio i contratti stabiliti erano subito stati pesanti, come i 40 milioni in cinque stagioni per il Celtic e soprattutto i 40 milioni annui destinati al Liverpool, una cifra record poi più o meno confermata dal nuovo accordo con Nike. Per snocciolare altre partnership di punta: 3,5 per il Siviglia (che già vestiva Warrior), 3 per lo Stoke City ma soprattutto un accordo decennale per il Porto (cifre sconosciute), che da quando veste Nb ha visto le vendite aumentate del 91%.

Privilegi di Design

New Balance si è sempre dedicata con cura allo stile delle divise (e di tutto quello che le circonda) dei suoi top team. Sempre stati presenti, come ormai per ogni marchio, i template globali prestabiliti, ma in ottica Roma va comunque tenuto conto che il grado di personalizzazione da parte della casa americana si è sempre mantenuto elevato, soprattutto se si considera il trattamento riservato da Nb alle squadre di punta, un po' come accade da qualche stagione ai team Nike "Elite", di cui la Roma è entrata a far parte soltanto a partire dalla stagione 2015-16.

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Questo fattore è comunque in parte dovuto al semplice motivo per cui, rispetto alle altre case, New Balance ha sempre avuto tendenzialmente meno squadre nelle competizioni maggiori (copre soltanto il 2.5% del mercato globale, nonostante, oltre ai dati già citati, sia il quarto marchio in assoluto, dietro a Nike, Adidas e Puma per follower sui social) e le risorse sono state concentrate su una quantità minore e di conseguenza con una qualità maggiore, sia nel disegno sia nel marketing e, come visto prima, nelle risorse economiche. Nelle ultime due stagioni New Balance ha perso tre piazze importanti come Liverpool, Celtic e Siviglia, e la Roma potrebbe avere una cura più attenta. Sempre considerando gli effetti della pandemia e che il marchio fondato a Boston sta lavorando a nuovi importanti contratti (di recente ha siglato un accordo con l'Fc Tokyo per espandersi nel mercato orientale).