Dalle parole ai fatti. E molto velocemente. Dopo le dichiarazioni di venerdì della sindaca di Roma Virginia Raggi, in cui si annunciava come si sarebbe proceduto rapidamente ad una verifica della correttezza dell'iter burocratico-amministrativo del progetto per il nuovo stadio della Roma, non passerà molto tempo per queste verifiche. Anzi. Da fonti vicine all'amministrazione capitolina filtra come già da domani negli uffici del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune si potrebbe iniziare a far luce sulla questione dei vincoli e delle infrastrutture, i due aspetti in qualche modo tirati in ballo dalle intercettazioni.

Anche se occorre ancora una volta sottolineare come lo stesso Procuratore Aggiunto Paolo Ielo abbia tenuto a specificare che l'inchiesta "Rinascimento" non riguardi lo stadio, ma solo ed esclusivamente Eurnova, la società di Luca Parnasi. Come ha spiegato la sindaca «se questa verifica darà esito positivo chiaramente si potrà continuare con il progetto». Nel frattempo l'iter resta sostanzialmente congelato, ma la volontà delle amministrazioni coinvolte è quella di voler perdere il meno tempo possibile, pur con la consapevolezza di dover fare un lavoro scrupoloso, e nella convinzione di «continuare questo progetto nel solco della legalità». Un progetto su cui il Presidente della Roma James Pallotta ha già investito circa 70 milioni di euro, dimostrando, nei fatti, la più totale disponibilità nei confronti delle istituzioni. Non vuole mollare, anzi. Baldissoni ha visto la Raggi e non ha fatto menzione di un possibile addio del presidente. Che nello stadio crede come prima.

Occorre ricordare che nel 2012, quando l'idea dello stadio ha preso corpo, fu proprio l'amministrazione capitolina, allora guidata da Alemanno, ad indirizzare la scelta verso l'area di Tor di Valle. Così come fu l'amministrazione guidata da Marino, e coordinata nel progetto dall'ex assessore Caudo, a chiedere corposi interventi infrastrutturali che portarono alla compensazione in cubatura da cui nacquero le tre torri firmate dall'architetto Libeskind. Le stesse torri che la terza amministrazione coinvolta, l'attuale guidata da Virginia Raggi, ha chiesto venissero rimosse, portando alla formulazione odierna del progetto. Tre amministrazioni diverse a cui la proprietà americana del club ha sempre risposto positivamente. Un atteggiamento quindi più che collaborativo e paziente. Del resto proprio ieri il consigliere regionale e sfidante di Zingaretti alle ultime elezioni, Stefano Parisi, ha dichiarato come l'anomalia in questa vicenda sia tutta nei tempi dell'iter. «In un paese normale - ha detto Parisi - di fare o non fare uno stadio si decide in un anno. Poi si fa. Non si possono avere trenta livelli di decisione e poi cambiare i progetti. Un imprenditore che investe per realizzare un'opera pubblica cosa deve fare per fare in modo che quella decisione venga presa?». Domanda legittima. Le istituzioni rispondano.

Nel frattempo prosegue il lavoro dei magistrati ed, a quanto si apprende, la prossima settimana il Gip Maria Paola Tomaselli prenderà una decisione in merito alle istanze di attenuazione della misura cautelare avanzata dai difensori di alcuni indagati. Tra quelli che, dopo gli interrogatori di garanzia, hanno richiesto di tornare liberi ci sono l'avvocato ed ex Presidente di Acea Luca Lanzalone, e l'ex assessore regionale all'urbanistica Michele Civita. Non è escluso che nelle prossime ore i due chiedano di essere nuovamente sentiti dai pm. Luca Parnasi invece probabilmente farà ricorso al tribunale del riesame. Uno dei suoi legali, l'avvocato Emilio Ricci, ha infatti dichiarato: «Riteniamo che alcuni episodi non siano stati valutati nel modo corretto e per questo chiederemo un ulteriore vaglio ai giudici del tribunale della libertà».

A conferma del fatto che l'inchiesta prescinda la vicenda dello stadio, il fatto che le notizie dalla procura di Roma continuano ad agitare il panorama politico nazionale. Un'inchiesta le cui avvisaglie ci sarebbero almeno dallo scorso 24 maggio, quando i Carabinieri sarebbero entrati in Campidoglio con l'ordine di raccogliere la documentazione sulla "consulenza affidata all'avvocato Lanzalone sullo stadio". Il fatto che pochi giorni dopo la stessa Raggi avrebbe annunciato su Twitter come si fosse vicini alla conclusione positiva dell'iter per lo stadio, dovrebbe però farci pensare a come dai più alti vertici della Capitale si fosse convinti della liceità di quanto fatto. Una convinzione alla base delle speranze odierne.