Flevopolder è un'isola artificiale olandese, ma di costruito e programmato a tavolino nel sinistro fatato e nella vita di Ziyech non c'è veramente nulla. Costretto a crescere troppo presto a causa della perdita del padre a dieci anni, Hakim ha trovato nel calcio la via del riscatto e dell'arte. Dando mostra del suo talento nei vicoli della città insulare di Dronten, il ragazzo si è fatto strada fino ad arrivare alle giovanili dell'Heerenveen. Nel 2008 è entrato nell'Under 17 e due anni dopo nell'Under 19. Nato il 19 marzo del 1993, il debutto in prima squadra è arrivato forse più tardi rispetto ad altri giovani del campionato olandese, ma ciò non gli ha impedito di farsi subito notare.

Debutto con assist

A lanciarlo in prima squadra ci ha pensato Marco van Basten, un vero e proprio idolo per tutti gli olandesi e gli amanti del bel calcio in generale. Titolare in Heerenveen-Rapid Bucarest (preliminare di Europa League), il 2 agosto del 2012, Hakim ci ha messo appena nove minuti a esibire la specialità della casa: l'assist vincente per il gol di Djuricic. Nonostante l'esordio incoraggiante, la stagione della consacrazione sarà la successiva, conclusa con nove gol e dieci assist in trentuno presenze in campionato. Grazie ai consigli del "cigno di Utrecht", Ziyech ha assunto proprio in quegli anni una maggiore confidenza con il gol, che lo ha portato a realizzare altre quarantotto reti in Eredivisie dal 2014 al 2018.

Il Mondiale e la vendetta

Dopo aver militato nelle giovanili dell'Olanda, il 9 ottobre del 2015 Hakim ha debuttato con il Marocco. Una scelta che fece storcere il naso proprio a van Basten, membro dello staff tecnico degli oranje all'epoca. Il suo antico mentore definì la decisione «una scelta stupida, fatta da un ragazzo stupido». Una frase forte, dettata con ogni probabilità dalla consapevolezza di aver perso per sempre quel mix di tecnica e imprevedibilità che proprio lui aveva forgiato con cura. Ma il tempo è galantuomo e a distanza di tre anni la storia ha dato ragione a Ziyech, che oggi debutterà al Mondiale da protagonista, mentre i tifosi olandesi saranno costretti a guardarlo dal divano o a fare finta che Russia 2018 non sia mai esistita.

Il retroscena

Già prima del passaggio dall'Heerenveen al Twente del 2014, molti operatori di mercato si erano interessati ai progressi del trequartista. Tra questi, c'erano anche Walter Sabatini e Monchi. Il primo ha provato a portarlo alla Roma nell'estate del 2016, ma il Twente non accettò la formula del prestito oneroso con riscatto. L'attuale Ds giallorosso, sempre nello stesso anno, voleva portarlo al Siviglia, ma gli undici milioni offerti dall'Ajax il 30 agosto resero inutili i tentativi dello spagnolo. Corroborata dalle due ottime stagioni ad Amsterdam, la stima per il calciatore è stata ribadita dagli ultimi movimenti di mercato di Monchi, indirizzati verso la capitale olandese affinché l'amicizia tra Justin e Hakim possa continuare anche a Roma.