A prima vista sembrerebbero Zenit e Nadir. Eppure Rick Karsdorp e Bruno Peres, l'olandese e il brasiliano, il biondo e il moro, il lineare e il fantasioso, non sono poi così lontani nelle rispettive esperienze romaniste. Entrambi accompagnati da grandi aspettative al momento dell'acquisto, scaricati senza grandi rimpianti a metà del cammino, valutati da larga parte della piazza come esuberi di cui disfarsi in estate, rivalutati dai meccanismi fonsechiani delle ultime settimane.

E adesso in rampa di lancio per le maglie da titolari sulle fasce alla ripresa. Con tutti i debiti scongiuri che il periodo impone. Ma fra la positività di Santon, l'infortunio muscolare di Spinazzola e il recente rientro in gruppo dopo cospicua assenza del diciottenne Calafiori, al momento la scelta per gli esterni non può che cadere su loro due.

Non è soltanto questione di mancanza di alternative: Karsdorp e Peres stanno conquistando coi fatti - un po' alla volta ma con costanza - la considerazione di Fonseca. Che pronti via, ha puntato sull'olandese per la destra, schierandolo dal 1' già nel debutto stagionale a Verona. Da dove però quelli che sembravano crampi, poi diventati problemi muscolari (con qualche brivido visti i precedenti), lo hanno tenuto fuori nelle tre successive giornate. Eppure appena tornato disponibile, Rick è stato nuovamente titolare nei tre turni seguenti. Sempre. Preso in considerazione anche in coppa, nonostante l'ampio turnover, disputando alla fine due gare su tre, con staffette probabilmente programmate.

Tanto da arrivare a collezionare 389 minuti stagionali, che pur non essendo moltissimi in assoluto, costituiscono un terzo del minutaggio della sua intera esperienza romanista. Fino ad arrivare ai 90 di Marassi, un traguardo raggiunto una sola volta in giallorosso in due stagioni, l'8 febbraio 2019 col Chievo.

Più avanti appare Peres, che però il suo percorso "ricostituente" agli ordini di Fonseca lo ha iniziato in largo anticipo rispetto al compagno. Tornato a Trigoria nell'ultimo mercato di gennaio, nelle previsioni sembrava destinato a restare ai margini. Invece il tecnico gli ha concesso fiducia (anche se in questo campionato è partito sempre dalla panchina). E lui lo ha ripagato: tre gol e sei assist in meno di un anno sono un ottimo bottino. Certo, il brasiliano oscilla sempre fra genio (l'ultimo passaggio vincente a Micki è sublime) e sregolatezza: questione di indole.