Dopo il piacere, il dovere. Justin Kluivert capovolge il cliché nelle sue prime ventiquattro ore romane. Prima il bagno di folla all'arrivo a Fiumicino, con richieste a pioggia di foto e autografi tenute a bada a stento dagli addetti alla sicurezza. E ancora cori e bandiere tutti per lui, che quell'entusiasmo non lo ha certo schivato, finendo anzi per farsi coinvolgere e mostrando sorrisi e sguardi soddisfatti che erano tutto un programma. Quello da protocollo invece prevedeva le visite mediche di rito, che si sono regolarmente svolte ieri mattina a Villa Stuart. Una volta nel piazzale antistante la clinica di Monte Mario (intorno a mezzogiorno), l'olandese ha assaggiato la seconda ondata di attenzioni. Ancora tanti selfie con giovanissimi tifosi, prima di concedersi ai fotografi nuovamente con sciarpa giallorossa orgogliosamente in mostra. Fin da quando lunedì sera ha messo piede in aeroporto, Justin è apparso contagiato dall'entusiasmo che ha respirato.

Trasporto emotivo che è proseguito lontano da occhi indiscreti, quando dopo aver concluso gli esami clinici intorno alle 16, il giocatore ha visitato il centro sportivo "Fulvio Bernardini" ed è rimasto positivamente impressionato dalle strutture di Trigoria. Ad attenderlo lì, ha trovato la madre e i fratelli, oltre al suo procuratore Mino Raiola, uno dei grandi registi dell'operazione che ha portato il baby-talento dall'Ajax alla Roma. Nel cuore del centro tecnico giallorosso, sono stati messi a punto gli ultimi dettagli del contratto che verrà ufficializzato oggi. Le cifre dell'affare dovrebbero attestarsi fra i quindici e i venti milioni, bonus compresi.

Definito in ogni particolare l'acquisto dell'attaccante, Monchi comincerà a dedicarsi alle prossime mosse di un mercato che già agli albori lo vede indiscusso protagonista. Mentre Kluivert sbarcava in Italia, il direttore sportivo era a cena con il presidente Pallotta dalle parti di Piazza Farnese. Con il numero uno del club sono state messe a punto le prossime strategie. Una di queste conduce ancora nella terra dei tulipani, sempre destinazione Ajax. L'obiettivo nemmeno troppo velato è Hakim Ziyech, mezzala con licenza di offendere, di passaporto olandese, ma attualmente in ritiro pre-Mondiale con la nazionale del Marocco. Il profilo giusto per completare la Roma dalla cintola in su: uno dei migliori uomini assist del panorama europeo. Ne sa qualcosa proprio Kluivert, che dei passaggi illuminanti del compagno ha beneficiato più di una volta. I due sono legati anche da amicizia, oltre che da profonde affinità tecniche. Non bastasse quello che si è visto in campo nell'ultima stagione, a confermare il rapporto ci hanno pensato i diretti interessati nelle ultime ore, tramite uno scambio eloquente sui social. Ha iniziato Justin, che in partenza da Ibiza verso Roma ha postato su Instagram una storia (raffigurante entrambi in un abbraccio), facendo i migliori auguri all'amico in vista dell'imminente impegno in Coppa del Mondo. La risposta di Ziyech non si è fatta attendere: dal suo profilo ha ripreso la prima immagine di Kluivert con i colori giallorossi, scrivendo «Te lo meriti fratellino. Lasciali parlare, tu sai cosa è meglio per te».

Messi a segno quattro colpi, con il quinto (rappresentato appunto dal fantasista dei lancieri) già in canna, il ds romanista dovrà ora necessariamente dedicarsi alle uscite. Anche perché i giocatori di proprietà della Roma iniziano a essere tanti. Forse troppi. Sarà Peres il primo a lasciare Trigoria, in direzione Torino, sponda granata. I prossimi indiziati sono Skorupski e Gerson, col dubbio Nainggolan che continua a tenere banco (il ruolo simile a Ziyech): a Spalletti piacerebbe riaverlo, ma il mercato dell'Inter è vincolato alle cessioni in ossequio al fair play finanziario. Almeno fino al 30 giugno.