Una "Spina" costante nel fianco degli avversari: Leonardo Spinazzola si appresta a concludere a Marassi contro il Genoa quella che è stata una settimana da incorniciare. Prima il gol che ha sbloccato la sfida contro la Fiorentina, poi il perfetto assist per Mkhitaryan che ha dato il via alla goleada europea sul Cluj.

Niente male davvero, per il ventisettenne umbro, pedina inamovibile nello scacchiere di Fonseca in questo avvio di stagione: il tecnico portoghese rinuncia assai di rado al dinamismo alle sgroppate dell'ex atalantino. I numeri parlano chiaro: nelle prima nove uscite stagionali della Roma, Leonardo è sempre sceso in campo: finora ha totalizzato 674 minuti tra Serie A ed Europa League; nessun compagno - nemmeno Dzeko o Pedro - ha giocato più di lui.

E se in ambito internazionale il tecnico gli ha fatto tirare un po' il fiato con tre presenze da 45' ciascuna, in campionato non lo ha mai fatto uscire dal campo. Sei gare da 90', tutte giocate con grande lucidità, evidenziando tra l'altro una condizione atletica smagliante: chiunque se lo sia trovato davanti, su quella fascia, ha fatto fatica a contenerlo. Oppure non ci è riuscito affatto. Per saperne di più, chiedere a Martinez Quarta e Lirola, letteralmente "bullizzati" (calcisticamente parlando, s'intende) dal laterale mancino.

Di certo il passaggio alla difesa a tre operato da Paulo Fonseca ha avuto un ruolo di primo piano per la rinascita di Spinazzola che, finalmente libero di affondare e spesso coperto da Veretout, ha ricambiato l'allenatore con giocate spesso decisive.

Dieci mesi dopo

Oggi il ragazzo di Foligno torna a Marassi, uno stadio che per lui rappresenta un secondo inizio in maglia giallorossa: ci ha giocato il 19 gennaio scorso, quando era appena rientrato da Milano; stava per accasarsi all'Inter, ma i nerazzurri avevano fatto saltare lo scambio con Politano e sollevato dubbi sulle sue condizioni fisiche. Leonardo rispose sul campo prima, con una prestazione da incorniciare (provocò l'autogol di Biraschi per il momentaneo 2-0 giallorosso), e fuori dal campo poi. «È folle pensare che uno come me - disse a caldo dopo la vittoria per 3-1 -, che ha giocato anche in squadre importanti, sia rotto. Ora penso solo alla Roma».

Detto, fatto: da quel momento in poi Spinazzola ha saltato soltanto sette partite, tutte nella scorsa stagione, quando Kolarov era ancora in giallorosso. Ora però la fascia sinistra, in attesa del rientro di Calafiori, è tutta sua: se l'è sudata, sembrava averla persa, ora la domina.