Sono bastati pochi rumors sulla possibile cessione di Nainggolan all'Inter (data per fatta ieri mattina da Tuttosport in cambio di 29 milioni più il giovane Zaniolo) sommati alle parole di Alisson che rimbalzano ormai da due giorni («stiamo valutando tutte le possibilità per il futuro con la mia società») per scatenare la nuova ondata di polemiche balneari sulla "solita" attitudine della Roma a vendere, sull'incapacità dei dirigenti giallorossi di saper dire di no, sulla futilità delle parole di Pallottanon venderemo Alisson») e di Monchi (l'ormai gettonatissima «non c'è un cartello vendesi sul collo dei calciatori»); in un concetto, sulla (presunta) inadeguatezza della dirigenza giallorossa rispetto all'approccio al mercato e alle strategie di rafforzamento della squadra. Come spesso accade ormai in Italia, le opinioni hanno la meglio sui fatti, due opinioni sommate fanno rumore, dieci opinioni si fanno largo e chiedono risposte, cento opinioni affastellate fanno tendenza, e quindi si guadagnano hashtag che assurgono al rango di trend-topic, e giustificano titoli sulla rivolta dei tifosi e della rete. Facciamocene una ragione, è l'epoca dei social e ognuno può dire la sua in trenta secondi: dalle soluzioni alla recessione finanziaria fino al matrimonio dell'anno, dalle questioni di governo all'obbligo delle vaccinazioni, siamo pieni di opinion maker improvvisati, che trenta secondi dopo sono già su altri argomenti e diventa persino inutile provare a richiamarli al rispetto della verità fattuale. Per fortuna sul Romanista ci prendiamo a volte il gusto di approfondire qualche tema partendo dalle fondamenta della verità, quella inoppugnabile dei fatti e dei numeri. Così, tanto per provare a far riemergere qua e là delle circostanze che nessun opinionista potrà mai negare, ammesso e non concesso che trovi il tempo poi di leggersi (addirittura) qualche dato.

Ad esempio: qual è la società in Italia che vende di più i suoi giocatori? Ovviamente quella che nell'immaginario comune è quella che più di ogni altra società NON vende i suoi giocatori: la Juventus. Quante volte avete sentito dire che «bisognerebbe fare come la Juventus, che non smobilita ogni anno, tiene i suoi migliori giocatori e così vince?». Diciamo che è una favoletta che si ascolta tutte le volte che si fanno paragoni tra le strategie della Roma e quelle della Juventus. Che a Torino vincano è peraltro un dato di fatto, neanche questo soggetto ad opinioni. Ma che la Juve vinca perché «non vende» è la più grossa stupidaggine che opinionista possa far propria. Un dato? Dal 2014 a oggi, quindi prendendo in esame le ultime quattro stagioni, i dirigenti di Agnelli hanno provveduto a vendere giocatori per un totale di 431,1 milioni di euro. Fonte? Transfermarkt.it, sito specialistico per calciofili sia pur nell'approssimazione connaturata a certe operazioni di mercato. E la Roma? Nello stesso periodo ha venduto per 363,7 milioni di euro. E le altre? Prendendo in esame le altre due squadre classificate nei primi quattro posti della classifica di quest'anno, mettiamo in fila il Napoli con cessioni per 237,07 milioni e l'Inter con 221,45. In pratica, quella che ha venduto di meno è pure quella che in questi quattro anni non si è neanche mai avvicinata a una vittoria. E non cambiano molto i dati allargando le date fino alla genesi della gestione americana di

Trigoria. Leggete le tabelle

Ma, si dirà, la Juve quelle cifre le incassa per investire di più. E anche questo è un dato di fatto inoppugnabile. Nello stesso quadriennio, infatti, la Juventus ha acquistato per 550,75 milioni di euro e la Roma, ad esempio, per 353,49 milioni di euro. Ma i ricavi delle due società sono imparagonabili. Nei quattro anni presi in esame, per esempio, la Juventus ha avuto ricavi superiori a quelli della Roma per 632 milioni di euro. In pratica la differenza media annuale (158 milioni) farebbe il budget di una società di alta classifica in Italia. Diventa anche logico pensare che di questi 632 milioni (di differenza), quasi 200 in più siano stati messi a frutto come investimento tecnico. Ecco perché la Juve vince, ma non certo in virtù del fatto che non vende. Anzi, vista l'entità dei ricavi potrebbe risparmiarsi qualche cessione. Ma non lo fa. Chissà perché.

Poi si può discutere se vende bene o male, chi vende meglio e chi peggio, ma questo è un altro discorso. Di sicuro anche la Juve ha rivoluzionato in questi anni i reparti di attacco e di centrocampo, un po' meno in difesa, vendendo quasi sempre i suoi top player. E quasi sempre senza poter far nulla per trattenerli. Andando in ordine sparso, basti pensare a Bonucci, Coman, Zaza, Pogba, Morata, Dani Alves, Evra, Berardi, Tevez, Llorente, Immobile, Giovinco per non parlare di Ibrahimovic e quest'anno di Buffon, a cui non è stato rinnovato il contratto. Così la top11 delle cessioni juventine degli ultimi anni sarebbe più o meno questa, immaginandola schierata con il 4231 (magari con Conte in panchina, un altro che se n'è andato sbattendo la porta): Buffon in porta, in difesa Dani Alves, Bonucci, Ogbonna e Evra (e attenzione ad Alex Sandro per questa sessione), in mezzo al campo Vidal e Pogba, una linea di trequartisti formata da Coman, Immobile e Berardi, e davanti uno tra Ibrahimovic o Morata. Chissà chi vincerebbe contro la formazione che potrebbero schierare Sabatini e Monchi con i giocatori ceduti dalla Roma in questi anni, magari allenata da Spalletti, a cui per ora (e speriamo si resti così...) manca un portiere. I quattro difensori sarebbero Rudiger, Marquinhos, Benatia e Mario Rui (o Holebas), in mezzo Pjanic e uno tra Bertolacci e Paredes, davanti Politano, Ljiaijc e Salah dietro Sanabria (o, se preferite, Destro...). Chi vincerebbe? Molto probabilmente la Juventus. La società che non vende mai i suoi migliori giocatori. Ma solo nelle favole degli opinionisti improvvisati.