Deve ancora farne di strada Ruben Providence, per dimostrare di essere un buon investimento: quando lo prese dal settore giovanile del Paris Saint-Germain, nell'estate del 2019 (il contratto, a titolo definitivo venne depositato il 29 luglio) Gianluca Petrachi era ancora il direttore sportivo della Roma, e non era ancora partito il dibattito sul suo operato, alimentato dal fallimento dell'operazione Pau Lopez.

Presto per dire se il dirigente salentino avesse visto giusto o no, anche se nell'ultima settimana il francesino si è tolto due soddisfazioni non da poco: sabato ha sbloccato il derby, segnando il primo dei 4 gol della Roma a Formello, l'unico del primo tempo, quando ancora la Lazio non aveva deposto le armi, domenica ha ricevuto la chiamata di Fonseca, lunedì ha calcato il prato di San Siro, vedendo per la prima volta una partita di serie A dalla panchina. Lo scorso anno non ci era mai riuscito, e non era buon segno, anche perché la Roma lo aveva preso investendo una discreta parte del milione e mezzo avuto dal Bologna per Gianmarco Cangiano, che non aveva voluto prolungare un contratto che sarebbe scaduto nel 2020, a una cifra ben più bassa di quella garantita qualche mese prima al coetaneo Riccardi: i due sono amici, ma l'ala sinistra di Napoli non pensava di valere meno del fantasista della Magliana. Ruoli simili, e stesso anno di nascita, il 2001: un anno e mezzo dopo Cangiano ha 3 presenze in serie A e 5 in serie B (un mese fa il Bologna lo ha prestato all'Ascoli), Riccardi la A l'ha vista solo dalla panchina, e di presenze in B al momento ne ha 2 (è in prestito al Pescara, dall'8 settembre), Providence zero e zero. Fino a domenica era zero anche il numero di chiamate coi grandi: una settimana prima, col Benevento, Fonseca gli aveva preferito Zalewski, che gioca trequartista nel 3-4-2-1 della Primavera. Sarebbe stato il ruolo naturale anche di Providence, che punta tutto su rapidità e dribbling, ma da inizio stagione De Rossi lo sta provando come laterale sinistro, nei 4 di centrocampo.

Tanto da tenere in panchina Riccardo Ciervo - che pure viene considerato uno che nel giro di qualche mese può entrare nel giro delle convocazioni di prima squadra - da avallare la cessione alla Spal di Samuele Suffer, che era il terzino sinistro dei 2002 da quando Calafiori aveva cominciato a salire sotto età, e da rimandare con l'Under 18 il 2003 Rocchetti, pure lui terzino sinistro, che aveva fatto il ritiro con la Primavera. Che gioca con uno schieramento decisamente offensivo: un centravanti, due fantasisti, una mezzala come Darboe, più portato agli inserimenti che al lavoro di rottura, e due attaccanti sugli esterni. Se lo schieramento funziona - e il primo posto a punteggio pieno dopo 5 giornate sta lì a testimoniarlo - è merito, oltre all'eccellente rendimento di capitan Tripi - dei progressi in fase difensiva dei due attaccanti reinventati (oltre a Providence anche l'israeliano Podgoreanu, che era stato proposto come centravanti). Lo scorso anno l'esterno di Lagny-sur-Marne, il paesino alla periferia di Parigi dove è nato Paul Pogba, ha segnato all'esordio, nel 6-3 al Chievo, e poi si è fermato: titolare fino a novembre, è scivolato verso la panchina quando De Rossi ha capito che Riccardi rende meglio da ala che da interno, con D'Orazio inamovibile dalla parte opposta. Con soli 724' giocati in Primavera in estate Providence non ha trovato una sistemazione ed è rimasto come fuoriquota. Ma sabato è andato via in velocità tra tre avversari prima di infilare il portiere da posizione angolata, e una settimana prima era stato tra i migliori nel 4-0 ai campioni d'Italia dell'Atalanta: se continuerà così l'ormai ex ds Petrachi potrà vantarsi di aver portato a Roma un talento.