La nuova vita di Florenzi comincia ora. L'arrivo della seconda figlia - motivo per il quale due giorni fa ha ottenuto il via libera per lasciare il ritiro della Nazionale - potrebbe essere accompagnato da un altro regalo. Il rinnovo di contratto con la Roma. Nulla di fatto, sia chiaro (in nessuno dei due ambiti), ma fra l'esterno e il club si avvertono segnali positivi. La trattativa può entrare nel vivo già in settimana, quando i dirigenti giallorossi incontreranno l'agente del jolly di Vitinia.

Il contratto di Florenzi scade nel 2019, ovvero fra un anno. Motivo per il quale fra i rinnovi in agenda resta quello prioritario a Trigoria. Nei mesi scorsi erano circolate voci su presunte richieste molto elevate da parte del giocatore, ma la cifra ventilata a più riprese (intorno ai quattro milioni) non trova alcuna conferma. Molto probabile che l'offerta della Roma si attesti sui tre milioni, oltre ai soliti bonus ormai immancabili negli accordi firmati negli ultimi anni. Di eventuali clausole rescissorie per ora non si hanno notizie. Ma dopo mesi di attesa, le parti sembrano ora sensibilmente più vicine.

Alisson e gli altri

Per un Florenzi senza più Nazionale (momentaneamente e per motivi lieti), c'è un Alisson sempre più padrone della porta brasiliana. Ieri il portierone della Roma ha disputato l'intero match amichevole contro la Croazia, finendo ancora una volta imbattuto. La Seleçao ha vinto 2-0 grazie alle reti di Neymar e Firmino. E il numero Uno giallorosso ha chiuso come al solito la saracinesca, finendo sempre più per diventare sinonimo di clean sheet: fra club e nazionale, sono 29 le partite concluse senza incassare gol. Premesse più che lusinghiere in prospettiva Mondiale, competizione in cui il Brasile parte da super-favorito, anche grazie alle prestazioni del suo portiere.

Famoso anche per il suo aspetto che miete grande successo, il portiere è stato intervistato da GQ Brasil: «Mi hanno sempre detto che somigliavo a un modello e mi hanno dato il soprannome di "portiere-gatto". È una cosa che non mi interessa e che non influenzerà mai le mie prestazioni». Alisson non ha però lesinato critiche al movimento calcistico del proprio Paese: «In molti club o si pagano dipendenti o si investe nelle strutture. E le differenze con la Serie A non si fermano qui. Sento che in Brasile il calcio non è preso sul serio. Anche se non siamo inferiori a nessuno a livello tecnico, siamo molto indietro nella struttura e nell'organizzazione».

Domani sarà il turno di Kolarov, Strootman e Pellegrini. Partirà dalla panchina l'azzurro, nella scontro diretto proprio con l'Olanda di Kevin. Mentre la Serbia dell'esterno sinistro prosegue la sua preparazione al Mondiale contro il Cile.