Sorteggio di così non poteva andare. L'urna di Nyon difficilmente è stata amica della Roma e anche in questa circostanza la tradizione è confermata: l'accoppiamento dei quarti di Champions prevede il Barcellona. I blaugrana veleggiano verso il titolo in Liga e sono imbattuti in patria come in Europa. Messi appare inarrestabile come e più di sempre. La cura Valverde ha restituito a livelli altissimi anche Iniesta e gli altri big, dando perfino solidità alla difesa, il reparto tradizionalmente meno solido dei catalani. Non stupisce che i media spagnoli definiscano la Roma un "bombón", un cioccolatino per le ambizioni europee dei culé.

rimonta da leggenda

In effetti al Camp Nou il discorso qualificazione sembra già finito dopo un 4-1 per il Barça raramente più bugiardo, frutto di due autogol e di altrettanti rigori negati ai giallorossi, che tengono il campo con personalità e meriterebbero ben altro punteggio. La firma di Dzeko ci tiene a galla, ma le percentuali di passaggio sembrano a tutti prossime allo zero. La sconfitta interna con la Fiorentina non fa altro che confermare i presagi nefasti che aleggiano intorno alla Roma. Eppure qualcosa si muove. Nel ritorno l'Olimpico trabocca di passione. La squadra mostra di crederci fin dall'inizio e quando Dzeko sblocca il risultato il miracolo si intravede all'orizzonte. Capitan De Rossi è maestoso, anche nel prendersi la responsabilità di un rigore pesante tante tonnellate e 34 anni di attesa. Manolas completa l'opera e ci mostra un film meraviglioso con l'esultanza simbolo della stagione. Nuovo cinema Paradiso.

Il ritorno al campionato potrebbe regalare ulteriori brividi, ma nel derby ancora i pali si frappongono fra i giallorossi e un successo che sarebbe meritatissimo. Oltre che nel solco della tradizione. Il bene viene ristabilito subito: con il Genoa tornano i tre punti, a Ferrara il bis arriva addirittura in scioltezza. Con il valore aggiunto del gol di Schick, il primo in campionato con la maglia della Capitale. La testa è quella giusta, la semifinale di Champions non distrae nessuna dalla conquista di un posto nell'Europa che conta anche per l'anno prossimo. La Roma è diventata matura, come certifica anche la vittoria in goleada colta in dieci contro il Chievo grazie ancora a uno strepitoso Dzeko, a metà strada fra la sfida di Anfield e il ritorno nella Capitale.

A un gol dalla finale

In Inghilterra la squadra comincia col piglio giusto, colpendo anche l'ennesimo e immancabile palo, poi cala il black out e il tridente Reds capeggiato dall'ex Salah ne approfitta. Quando sta per calare il buio sulla stagione nel peggiore dei modi, ci pensa il solito Edin a riaccendere la luce e chiamare la carica. A Liverpool limitiamo i danni: il passivo è ancora pesante, ma poteva essere peggiore prima dei venti minuti finali (o anche migliore, svegliandosi prima). L'impresa col Barcellona è però ancora viva nelle menti e nei cuori di tutti. I tifosi per primi, che si sottopongono a code notturne pur di conquistare l'ambitissimo tagliando per l'ultima sfida casalinga di coppa. Il Foro Italico ribolle: il pullman della squadra viene accompagnato, quasi sollevato, da due ali di folla che mostra di crederci nonostante tutto. La squadra scende in campo vogliosa e sfiora più volte il vantaggio, ma un errore in disimpegno spalanca la strada ai contropiedisti di Klopp. La ripresa è commovente: nonostante due rigori negati, la Roma lotta fino all'ultimo secondo e vince 4-2, arrivando a un solo gol da Kiev. Il sogno finisce, ma senza malinconie. È stato comunque bellissimo esserci.

Dopo la ridda di emozioni non è semplice rituffarsi sul campionato, ma il dovere chiama e la Roma risponde: a Cagliari, contro una squadra con l'acqua alla gola, i giallorossi conquistano vittoria e accesso aritmetico alla prossima Champions. Manca un ultimo tassello: il terzo posto, che viene centrato nell'ultima in trasferta con il Sassuolo. Ma la notizia che completa la gioia arriva dall'Olimpico e la regala il neo-interista De Vrij.