Dopo la splendida doppia prova fornita in Champions contro il Chelsea, la Roma è chiamata a confermarsi anche in campionato. All'interno dei confini la serie è arrivata a tre vittorie consecutive, mentre in trasferta i giallorossi hanno colto un clamoroso en plein nei primi quattro impegni, mantenendo peraltro la porta inviolata.

È proprio Alisson uno dei grandi protagonisti del primo scorcio di stagione: in Europa imbattuto in casa, in Serie A lontano dall'Olimpico. Dopo un anno alle spalle di Szczesny, il portiere brasiliano si presenta come una garanzia fra i pali, anche oltre ogni più rosea aspettativa. Eppure nella gara di Firenze uno dei suoi record personali è destinato a cadere: al Franchi la Roma incassa i primi due gol lontano da casa. Ma ne segna ben quattro, centrando il primato assoluto di vittorie consecutive in trasferta per il campionato italiano: dodici, traguardo raggiunto a cavallo fra la stagione passata e quella in corso. Sul campo dei viola è il talento di Gerson a mettersi in luce, altro habitué della panchina nell'annata precedente rigenerato dalla gestione difranceschiana.

Il poker con la Fiorentina è il miglior viatico per ricaricarsi in vista del derby che ci sarà dopo la sosta. Dalla quale i nazionali azzurri tornano con l'amaro in bocca dell'eliminazione dal Mondiale. Ma è la gara contro i rivali di sempre a riconvertire il mese in sweet november. La Sud vince il suo confronto sugli spalti come di consueto, la squadra prende esempio e in campo annienta gli avversari molto più di quanto non racconti il 2-1 finale. La prima firma è di Perotti, che trasforma un (sacrosanto) rigore dei suoi. Il raddoppio è siglato Nainggolan, in dubbio fino a qualche ora prima della sfida, ma regolarmente schierato e autore di una prova sontuosa. Il tiro da fuori del Ninja rende superfluo il tiro dal dischetto concesso ai biancocelesti nel finale di gara per una colossale ingenuità di Manolas.

La Roma si mantiene nella scia della coppia di testa, avendo peraltro quell'asterisco in classifica che rappresenta la gara ancora da recuperare con la Sampdoria. Con questi presupposti si presenta da imbattuta in Europa in casa di un Atletico Madrid già con l'acqua alla gola. Ai giallorossi basterebbe un punto per avere l'aritmetica certezza di qualificazione agli ottavi e fino a mezzora dal termine della sfida al Wanda sembra proprio che il piano possa andare in porto. Ma Griezmann e Gameiro decidono di rinviare ogni discorso all'ultima giornata del girone.

Ci si rituffa quindi nel campionato, con la visita nella tana del Genoa: El Shaarawy rinnova la legge dell'ex, ma una sciocchezza di De Rossi lascia la squadra in dieci e permette ai rossoblù di pareggiare. Nemmeno il tempo di inscenare processi (sommari e farciti del solito armamentario di pregiudizi) nei confronti del Capitano, che subito si ripresenta l'occasione del riscatto. Di venerdì sera con la Spal è il solito Dzeko a sbloccare, poi Strootman e Pellegrini arrotondano mettendo a segno le prime rispettive reti stagionali. Friday I'm in love.

Il momento della verità arriva ancora una volta nell'infrasettimanale europea: all'Olimpico cala il Qarabag. Sulla carta l'impegno meno proibitivo del girone, ma l'andata e i risultati degli azeri contro Simeone insegnano che nel massimo torneo continentale non esiste nulla di scontato. La Roma non brilla, ma vince grazie a un guizzo di Perotti e a fine gara si ritrova abbracciata sotto la Sud ad aspettare buone nuove da Londra. Il pareggio di Stamford Bridge regala il primato. Nel gruppo di ferro. Risultato enorme.

Le polveri dell'attacco che erano sembrate umide si bagnano definitvamente nella trasferta col Chievo, nonostante l'esordio da titolare di Schick. Col Cagliari in casa l'epilogo sembra lo stesso, ma ci pensa Fazio al fotofinish. Nella prima - e unica - occasione di Var a favore. Si esulta due volte. L'autunno è caldo.