All'improvviso, l'asfittico mercato della Roma svolta verso un orizzonte decisamente diverso, con le notizie che si inseguono vibranti e sembrano regalare in un giorno solo tre acquisti top per la rosa di Fonseca: Kumbulla, Smalling e Milik. Certo, al costo di Dzeko e di svariati altri milioncini che Friedkin dovrà tirar fuori, dal club o di tasca propria se le cessioni ancora bloccate resteranno tali fino alla fine del mercato e le plusvalenze mancate appesantiranno un bilancio già piuttosto crudo.

I tre calciatori appena nominati non possono però certo essere considerati già della Roma. Per il primo, il difensore albanese ma nato in Italia, classe 2000, manca solo l'ufficialità, ma l'affare viene considerato ormai fatto. L'altro, il difensore inglese che in un reparto con tanti ragazzi sarà l'indispensabile chioccia, resta nel mirino, ma le parti non si sono ancora avvicinate. Il terzo, l'attaccante polacco, è ormai da tutti ritenuto vicinissimo alla Roma e questo significa che Dzeko sarà lasciato libero di andare alla Juventus e giocare in bianconero le ultime stagioni della sua folgorante carriera, che in maglia giallorossa ha vissuto momenti fiammeggianti e indimenticabili, purtroppo senza la soddisfazione di un trofeo.

L'affare Kumbulla

Galeotto è stato il contatto ravvicinato tra Guido Fienga e il presidente del Verona Maurizio Setti la settimana scorsa a Soriano nel Cimino, dov'erano entrambi invitati a ritirare il premio intitolato alla memoria di Pietro Calabrese. Nell'occasione, dal palco Setti ha persino scherzato sulla sua amicizia con l'ad giallorosso: «Guido è un amico, sono sicuro che alla prima giornata del campionato ci lasceranno i tre punti». E proprio la coincidenza dell'esordio in campionato che vedrà la Roma impegnata a Verona sabato sera alle 20,45, per la prima ufficiale della nuova stagione, ha fatto sì che i due club stringessero i tempi per far combaciare due necessità: da una parte il Verona che aveva messo Kumbulla in uscita a una valutazione indubbiamente lusinghiera per un difensore così giovane, dall'altra la Roma che al momento ha solo Ibanez e Mancini sicuri titolari in un reparto che Fonseca vorrebbe particolarmente folto, per potersi permettere nel caso di giocare anche a tre. L'albanese (di passaporto, per via dei genitori, in realtà italianissimo: è nato a Peschiera del Garda, solo che non sarà convocabile dalla Nazionale Italiana avendo accettato la convocazione con l'Under 21 albanese) è stato a lungo nel mirino di un altro albanese, il ds della Lazio Tare, che evidentemente lo conosce meglio di altri. Ma la Lazio è arrivata al massimo ad offrire 15 cash più Andrè Anderson (valutato 8). In realtà il Verona riteneva l'offerta globalmente inferiore ai 20 milioni (al massimo per loro Anderson valeva 4), così la trattativa si è interrotta e non è mai più ripresa. Ora con un blitz la Roma lo pagherà conplessivamente 30, ma grazie anche alle buona valutazione del turco Cetin, ceduto al Verona a titolo definitivo a 7. Degli altri 23, 5 serviranno per il prestito oneroso (quindi subito a bilancio), 18 per il riscatto obbligatorio. Al ragazzo andranno due milioni a stagione per cinque anni. Con le spalle un po' più coperte, la Roma andrà poi su Smalling, cercando di colmare la differenza con la richiesta dello United: ballano ancora pochi milioni, servirà un altro sforzo. Ma l'operazione andrà chiusa per forza, oppure bisognerà trovare un altro elemento di valore così esperto.

Milik e Dzeko

I tempi stringono non solo per la Roma, però. Così anche la Juve è stata costretta a prendere una decisione per regalare a Pirlo il centravanti che sta aspettando. Il 5 ottobre (termine ultimo del mercato) è ormai vicino e il rischio concreto è che non arrivi in tempo il passaporto comunitario per Suarez (domani in programma l'esame di italiano), condizione indispensabile per poter tesserare l'uruguaiano. Così ieri è emerso l'orientamento definitivo: la Juve ha "liberato" Milik per la Roma e ha compiuto il passo definitivo per prendere Dzeko. L'affare dunque si farà per la felicità di tutti: Pirlo avrà il suo centravanti, la Roma lo sostituirà con un elemento potenzialmente altrettanto forte, ma con otto anni di meno (risparmiando l'ingaggio di 15 milioni lordi) e il Napoli non è più ostaggio di un attaccante che non avendo rinnovato il contratto tra pochi mesi sarebbe stato libero di lasciare il club a parametro zero. Le cifre: la Juve pagherà Dzeko una cifra tra i 10 e i 15 milioni, con i bonus. O una parte del cash sarà rappresentata da De Sciglio (non la prima scelta di Fonseca, ma una soluzione). La Roma pagherà Milik 5 di prestito + 20 di riscatto. E a lui darà 4 milioni più bonus.