Con questo articolo inizia oggi la collaborazione di Mimmo Ferretti con "Il Romanista"

Io sto con Paulo Fonseca. Che vuol dire semplicemente: io sto con l'allenatore della Roma. Chiaro? Io sto con Fonseca perché è l'allenatore della Roma e quindi io sto, anzi io voglio stare con la Roma.

Non mi interessa sapere se il portoghese è il migliore (non lo è) o il peggiore (non lo è) tecnico al mondo; l'unica cosa che mi interessa, anzi che mi deve interessare è che oggi c'è lui sulla panchina della Roma. Io sto con lui perché voglio stare con la Roma.

E poi, ad esser sincero, non mi è piaciuto affatto quanto si è detto e scritto nelle ultime settimane sul conto del portoghese. Tipo, è rimasto solo perché non c'è stato tempo per prenderne un altro. Oppure, la Roma non può permettersi di pagare due allenatori. Come se, a priori, fosse stato già scelto l'eventuale capro espiatorio di un guaio. Fonseca, nel suo primo anno di Roma, non è stato esente da colpe, anzi. Ha commesso errori e altri ne commetterà.

Sarebbe però troppo facile, e per certi versi troppo comodo, assegnargli ogni tipo di passata responsabilità tinta di giallo e rosso. Se volete, dare a lui anche la colpa per i due crociati di Nicolò Zaniolo in otto mesi, fate pure. Tanto ci sarà sempre qualcuno che ci crederà. E sarà pronto a sottoscriverlo. Se, un po' più di un anno fa, avessi potuto scegliere l'allenatore della Roma, non avrei preso Fonseca. Ma questo, adesso, conta meno di zero: oggi conta solo che la Roma è nelle sue mani, e per questo oggi io urlo forza Fonseca.

E così urlo forza Roma. Ecco perché a lui, e quindi alla Roma, auguro di partire in campionato con il piede pigiato sull'acceleratore. Conosco come funzionano le cose da queste parti: se la Roma non dovesse cominciare bene, già a fine settembre ripartirebbe la grancassa mediatica del "via Fonseca", alimentata da chi - ponendo il portoghese al centro dei mali della squadra - non si è accorto (non si sta accorgendo...) dei problemi infiniti, delle difficoltà e delle contraddizioni palesate quotidianamente in sede di calciomercato dal management di Dan e Ryan Friedkin. Con un allenatore in disperata attesa di rinforzi, ma costretto a lavorare con un'infinità di giocatori inutili.