«Il nostro problema, è stato il gol, ne abbiamo fatti pochi». C'è del vero in quello che Eusebio Di Francesco con la solita, apprezzabile franchezza, ha detto sulla sua prima stagione sulla panchina della Roma, conclusasi con un bilancio comunque positivo, terzo posto in campionato, semifinale di Champions League e più di un rimpianto. Ma appena, in 51 partite ufficiali, 83 gol (61 in campionato, 21 in Europa, 1 in coppa Italia), numero che non ha esaltato fino in fondo, per esempio, gli appena 28 gol subiti in campionato, seconda miglior difesa in Italia. Se lo ha detto al mondo, figuratevi se non lo ha ribadito al direttore sportivo Monchi ormai sempre più immerso nella costruzione della prossima Roma. Ovviamente il ds non fa trapelare neppure una virgola, anche se al momento, tra i tanti nomi usciti, almeno un paio si possono depennare: Balotelli e, aggiungiamo noi, Berardi che pare non piaccia allo spagnolo.
Che, però, sta cercando giocatori offensivi, più esterni che centravanti, che possano far sentire meno solo Dzeko nella classifica dei marcatori in doppia cifra. L'identikit di chi cerca è chiaro: qualità tecniche, capacità di saltare l'uomo, talento, forza fisica e, soprattutto, cattiveria agonistica, «là davanti ci serve una bestia, forse due, in grado di vincere le partite di forza» dicono a Trigoria.

Prezzi oltre la follia

Un conto è dirlo, un altro è farlo, soprattutto in un mercato in cui i prezzi sono oltre i confini della follia. Per dire: un nome che piace tantissimo in casa Roma, è il primo della lista dei desideri, è quello di Federico Chiesa della Fiorentina. Se andate a rileggere l'identikit è perfetto, ma pare che il club viola lo valuti almeno cinquanta milioni di euro. A questa cifra è intrattabile, almeno per la Roma, a meno che non si inseriscano un paio di giocatori per dimezzare il cash. In Italia ci sono altri due nomi che possono essere accostati alla Roma con ragionevole certezza: Simone Verdi e Matteo Politano. Costano la metà di Chiesa (pure meno), il primo potrebbe essere inserito in una trattativa che potrebbe portare Skorupski a Bologna, il secondo è il preferito di Di Francesco che con lui a Sassuolo ha fatto un grande lavoro, esterno puro, corsa, ubbidienza tattica che lo porta a fare entrambe le fasi di gioco, una confidenza sempre maggiore con il gol.
Ma i veri obiettivi della Roma abitano all'estero. Uno in Turchia-Portogallo e un altro in Olanda. Ovvero Talisca e Justin Kluivert. Il brasiliano è di proprietà del Benfica, ma le ultime due stagioni le ha giocate in prestito con i turchi del Besiktas, prestito che ha un diritto di riscatto fissato a 22 milioni, scadenza per esercitarlo il prossimo 31 maggio. I turchi stanno cercando un club in grado di fargli da sponda, cioè di mettere i soldi in cambio di una successiva cessione a un prezzo superiore (28-30 milioni). Operazione che piace poco a Monchi pur nella consapevolezza che il Benfica ne chiede non meno di 35 e che sul giocatore ci siano almeno un paio di club inglesi che si chiamano Manchester United e Liverpool. Insomma, è un'operazione complessa, complicata pure dal fatto che il brasiliano è un trequartista che potrebbe far nascere anche una problematica tattica nel 4-3-3 di Di Francesco. Ma questo conta poco, se Monchi lo potrà prendere, lo farà.

Figlio d'arte

Lo stesso discorso si può fare per il dicianovenne Justin Kluivert, figlio d'arte, proprietà dell'Ajax ma contratto in scadenza tra dodici mesi e nessuna voglia di prolungarlo. Come dichiarato dallo stesso ragazzo, ma soprattutto dal suo procuratore Mino Raiola che certo non ha bisogno di presentazioni. C'è da dire che Kluivert junior una strizzatina d'occhio alla Roma l'ha fatta mettendo, per esempio, un like alla foto della Roma che ringraziava i tifosi al termine della partita all'Olimpico contro il Liverpool. Justin ha anche detto che prima di arrivare in un grandissimo club, preferirebbe fare una tappa intermedia in una squadra di seconda fascia, cosa che da queste parti non è che faccia troppo piacere. Un fatto è certo: tra le parti si è parlato della possibilità di portarlo a Roma, tanto è vero che la settimana scorsa Raiola era a Roma (ha pranzato con il suo clan in un ristorante vicino a Trigoria). I rapporti del procuratore con Monchi sono buoni, ci sarebbero i presupposti per arrivare a dama, ma l'Ajax chiede uno sproposito anche se secondo qualcuno potrebbero bastare una ventina di milioni per convincere gli olandese. Fosse così, è un'operazione accessibile. Ma la domanda è un'altra: quanto costerebbe fuori busta?