Nella settimana che da il via alla nuova stagione abbiamo voluto fare un passo indietro. Utilizzando i voti di tutte le pagelle de "Il Romanista" abbiamo estratto la media voto della Roma edizione 2019-20. Il risultato è il pagellone della stagione: Smalling è stato il migliore e il più continuo per rendimento, seguito da Veretout e Dzeko. A sorpresa, a ridosso del podio, troviamo Pastore: peccato che la base della sua media voto sia relativa solo a 12 partite. Appaiato c'è Mirante, sempre più una sicurezza. Zaniolo, nonostante l'infortunio, non è lontano dai primi tre. Poi ci sono le note dolenti. Kalinic e Zappacosta hanno avuto il rendimento peggiore, il secondo con l'attenuante di un grave infortunio. Deludente anche la stagione di Perotti e Under.

NB: da questa classifica sono rimasti fuori giocatori che hanno raccolto meno di 5 voti in stagione: si tratta di Jesus (5,3), Antonucci (5,5), Fuzato (6) e Calafiori (7).

Pau Lopez - 6,1

Riesce a strappare la sufficienza grazie a un buon inizio di stagione e a qualche prestazione super. Chiude in calando con gli errori nelle ultime giornate e la disastrosa prestazione contro il Siviglia in Europa League dove è mancato anche in fase di impostazione.

Mirante - 6,4

Sufficienza piena per il secondo portiere. Ha giocato solo 7 partite ma quando è sceso in campo ha dato sempre tanta sicurezza senza far rimpiangere il titolare. Ha accusato qualche problema al ginocchio ma rimane una solida certezza per Fonseca anche per la nuova stagione.

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Cetin - 6

Il difensore turco sembrava aver conquistato l'allenatore che nella fase di emergenza più acuta lo ha schierato anche titolare con il Napoli. Non ha convinto nella seconda parte di stagione, nemmeno con il passaggio alla difesa a tre. Annata sufficiente, ma il club lo ha girato al Verona

Fazio - 5,9

Il Comandante non è più al timone e nemmeno il nuovo modulo è riuscito a restituirgli spazio. L'argentino resta comunque una alternativa affidabile in difesa, ma la sensazione è che la sua esperienza a Roma sia giunta al capolinea. Annata poco al dì sotto della sufficienza.

Ibanez - 5,9

Non conquista la sufficienza a causa di un inizio balbettante e di un brutto finale con il Siviglia. In mezzo tante buone prove che hanno fatto intravedere le qualità del centrale arrivato a gennaio dall'Atalanta. È sicuramente un prospetto su cui lavorare per il futuro.

Kolarov - 6,1

Il mancino più letale di Trigoria ha vissuto un'ottima prima parte di stagione. Il brutto inizio i 2020 della Roma ha influito anche sul suo rendimento che alla fine è poco sopra la sufficienza. Il cambio di modulo, con meno compiti difensivi, non è servito a ritrovare brillantezza.

Mancini - 6,2

Il passaggio in una big non è sempre facile e all'inizio ha patito qualche difficoltà. Con il passare delle giornate ha acquisito sicurezza mostrando anche carattere e doti da leader. Non si è tirato indietro quando Fonseca gli ha chiesto di giocare a centrocampo (con buoni risultati).

Santon - 5,7

Partiva sicuramente dietro nelle gerarchie del tecnico. Ha saputo ritagliarsi uno spazio quando gli infortuni e il rendimento dei colleghi di reparto glielo hanno concesso. La buona volontà non gli è mai mancata ma in alcune partite sono venuti fuori tutti i suoi limiti.

Smalling - 6,5

Si spera che i saluti di qualche giorno fa siano solo un arrivederci perché l'inglese è stato il migliore per media-voto di tutta la squadra. Ha dato certezza alla difesa facendo crescere anche i compagni di reparto. Contro il Siviglia si è sentita la sua mancanza.

Spinazzola - 6,2

La sua stagione è cambiata dopo il mancato passaggio all'Inter. Da quel momento il suo rendimento è salito ed è stato uno dei migliori nelle gare disputate dopo il lockdown. Nel ruolo di quinto di centrocampo può esprimere al meglio le sue qualità.

Zappacosta 5,7

Potenzialmente il miglior terzino destro in rosa ma l'infortunio al ginocchio ha influito pesantemente sulla sua stagione. Nelle gare disputate post lockdown non ha brillato e sulla media voto incide l'errore contro il Milan. Le aspettative erano altre: annata deludente.

Bruno Peres - 6

Dopo il suo ritorno sembrava destinato ai margini, invece Fonseca gli ha dato un occasione e lui l'ha sfruttata. Il voto è sufficiente ma pesano le solite amnesie difensive, non ultime quelle con il Siviglia. Appena il livello si alza va in difficoltà ma nel 3-5-2 può essere un'alternativa.

Florenzi - 6,1

Dopo il suo ritorno sembrava destinato ai margini, invece Fonseca gli ha dato un occasione e lui l'ha sfruttata. Il voto è sufficiente ma pesano le solite amnesie difensive, non ultime quelle con il Siviglia. Appena il livello si alza va in difficoltà ma nel 3-5-2 può essere un'alternativa.

Diawara - 6,3

Inizia tra lo scetticismo della piazza, finisce come una certezza del centrocampo. Tante prestazioni in cui unisce qualità e quantità, risultando il vero equilibratore della mediana. Il post lockdown comincia male ma si riprende col passare delle partite: è sufficienza piena.

Cristante - 5,9

È il suo secondo anno in giallorosso ma è sempre più lontano dai fasti di Bergamo. Da trequartista incursore è diventato prima mediano e con Fonseca addirittura centrale della difesa a tre. Ci mette sempre carattere e impegno ma da lui era lecito aspettarsi qualcosa in più.

Veretout - 6,4

A Roma uno così energico non lo si vedeva dai tempi di Nainggolan. Fonseca ci rinuncia solo se è costretto e lui lo ripaga sempre con prestazioni top. Attacca e difende senza fermarsi mai.Per media-voto è secondo solo a Smalling e adesso è anche il rigorista della squadra.

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Ci voleva questa vittoria ! E fa bene a tutti 🤩 congratulazioni ragazzi 💛❤️ #RomaParma #SerieA

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Villar - 5,9

Arrivato come oggetto misterioso, tale è rimasto fino a Cagliari-Roma. Ha iniziato la ripresa con qualche prestazione balbettante ma ha chiuso bene la stagione. In campo ha personalità e sa come trattare la palla e questo a Fonseca piace. Dovrà ricominciare da dove ha finito.

Kluivert - 6,1

La sufficienza è la media tra una grande prima parte di stagione e un mediocre finale. All'inizio gli schemi di Fonseca esaltano le sue doti offensive ma con il passare dei mesi si perde fino a scivolare nelle preferenze del tecnico. Con il nuovo modulo è sparito dai radar.

Mkhitaryan - 6,3

Nella prima parte di stagione manca tanto, ma ogni volta che gioca risulta decisivo. Pur con dei passaggi a vuoto, dettati da una condizione non sempre brillante, è il trequartista migliore della rosa. Spalla perfetta per Dzeko, quando sta bene fa ancora la differenza.

Perez - 6

Il prodotto della cantera è arrivato a gennaio è si subito inserito bene nel quadro tattico di Fonseca con sfrontatezza e tecnica. Spesso fatica ancora a gestirsi e risulta discontinuo. La sufficienza di questa stagione è un punto di partenza per il futuro.

Pellegrini - 6,1

Un'annata sufficiente per il Sette ma tutti si aspettano di più da lui. Forse sente questo peso è in alcune partite appare ingolfato. L'infortunio al piede gli ha tolto continuità ma quando si è acceso ha fornito buone prestazioni e tanti assist. Deve migliorare in zona gol.

Under - 5,9

Il turco è il più grande rimpianto della stagione. Si pensava che il 4-2-3-1 di Fonseca potesse esaltare le sue caratteristiche e invece si è perso tra prestazioni incolori e qualche infortunio di troppo. Non raggiunge la sufficienza e come Kluivert è sparito dai radar con il cambio di modulo.

Zaniolo - 6,3

Doveva essere la stagione della consacrazione ma il crack con la Juve ha fermato la sua ascesa. La sospensione del campionato gli ha dato l'occasione di tornare in campo e lui l'ha sfruttata alla grande: sembra essere tornato più forte di prima. Da cineteca il gol contro la Spal.

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Perotti - 5,9

Non raggiunge la sufficienza in una stagione segnata ancora una volta dalla discontinuità a causa dei troppi infortuni. Non sempre sfrutta bene le occasioni che gli concede il tecnico: chiude con la doppietta alla Juve, brutta l'espulsione contro l'Udinese con la fascia di capitano.

Dzeko - 6,4

Segna, lotta, imposta, rifinisce: un po' centravanti e un po' trequartista. Le gioca praticamente tutte, anche con la faccia rotta e mascherato. È il leader tecnico e emotivo della squadra, oltre che capitano. Quando lui è in giornata gira tutta la squadra per questo Fonseca non ci rinuncia mai.

Kalinic - 5,6

La scarsa condizione fisica e l'infortunio al perone ne condizionano la stagione. Il primo colpo lo batte con il Cagliari ma poi il Covid ferma il calcio. Dopo il lockdown segna tre gol contro Brescia, Spal e Juventus: troppo poco per la sufficienza e per essere il vice Dzeko.