Il regolamento d'uso colpisce ancora. L'altra faccia di un Olimpico che in questi mesi è stato teatro non solo di notti magiche e delusioni, ma anche di una pioggia di multe nei confronti di molti romanisti. Se le stagioni precedenti erano state caratterizzate prima dalla protesta contro le barriere e poi dalle dozzine di sanzioni per il mancato rispetto del posto assegnato, quella in corso ha visto manifestarsi un'applicazione ancor più certosina delle norme vigenti all'interno dell'impianto.

Un fulmine a ciel sereno che ha preso il via nella serata del 26 agosto scorso, con le multe indirizzate ad alcuni lanciacori nei giorni successivi la sfida con l'Inter. Punizione replicata a distanza di due settimane, in seguito alla gara inaugurale di Champions League con l'Atletico Madrid. Una serie di sanzioni ai danni di chi, come avviene da decenni, si arroga il non semplice compito di coordinare il tifo volgendo le spalle al campo issandosi sulla balaustra per spiccare sulle migliaia di teste e decine e decine di bandiere presenti.

"Adesso multateci tutti", era stata la risposta dei romanisti in occasione dell'incontro del 23 settembre con l'Udinese. Lo striscione era stato accompagnato dalla protesta di una cinquantina di tifosi saliti sulla balaustra e da un comunicato pubblicato dal Gruppo Roma: "Roma non può essere un laboratorio sociale per sperimentare nuovi metodi repressivi, per vietare ciò che dappertutto è scontato e consentito", avevano scritto.

Il regolamento d'uso dell'Olimpico, consultabile sul sito della società, vieta difatti il posizionamento sulla balaustra, così come il mancato rispetto del posto a sedere e tanti altri aspetti della vita da stadio. Alcuni dei quali non rispettati a nostra insaputa, spesso e volentieri senza conseguenze. Tra legge e realtà esiste però una zona grigia fatta di consuetudine, valutazioni sulla pericolosità o meno di un gesto – o di un oggetto - e soprattutto buon senso.

Se il regolamento fosse esistito sin dalla nascita del tifo, ad esempio, difficilmente ci sarebbero stati i Coca Cola o i Dante con i suoi "Daje Roma daje" dall'alto del muretto. Senza dimenticare quanto tale pratica sia tollerata negli altri impianti proprio per la sua duplice natura: non violenta e soprattutto necessaria per dar vita ad uno spettacolo nello spettacolo. Il 28 ottobre ancora nuove multe indirizzate ad alcuni esponenti dei Fedayn, rei durante la sfida contro il Bologna di aver esposto lo striscione "167 euro, tutti a m******e".

A distanza di poco più di un mese, precisamente il 1° dicembre con la Spal, altre sanzioni verso ragazzi non appartenenti a gruppi ma abbonati in Sud, puniti per aver issato lo striscione "Sangue romano, DDR (Daniele De Rossi, ndR) nostro capitano". Multe dipese anch'esse dall'applicazione certosina di un regolamento d'uso che vieta l'introduzione di striscione non autorizzati entro i sette giorni previsti. Sfida con la Spal caratterizzata inoltre dal divieto d'acceso nel settore ospiti della bandiera raffigurante il volto di Federico Aldrovandi: "causa" di tale rifiuto il materiale non ignifugo della suddetta.

Un episodio simile a quello verificatosi nel gennaio del 2017, quando ai tifosi sampdoriani fu negato l'ingresso di uno striscione di vicinanza nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto. Sempre in dicembre, questa volta il 16 in occasione del match con il Cagliari, l'ennesima multa verso un lanciacori della Sud. Sanzione replicata il 6 gennaio nella sfida con l'Atalanta prima di un periodo di relativa tranquillità in cui, a più riprese, la società giallorossa ha tentato di risolvere la questione iniziando le pratiche per la realizzazione un palchetto dedicato proprio ai lanciacori. Palchetti che potrebbero veder la luce nella prima partita casalinga della prossima stagione, ma la cui realizzazione continua ad esser rallentata dal disinteresse della seconda squadra che disputa le gare interne all'Olimpico.

Ultimo in ordine cronologico il divieto di accesso agli stadi italiani ed europei nei confronti di un tifoso multato sia in occasione di Roma-Inter, sia di Roma-Cagliari. La norma consente difatti di indirizzare un Daspo in seguito alla seconda sanzione stagionale per la stessa violazione del regolamento: due i romanisti attualmente sottoposti a tale trattamento, in attesa dell'esito del ricorso.

Gara con la Juventus nella quale è stato vietato infine l'ingresso a due striscioni in memoria di Fausto Iosa e Massimiliano Coci "Cocco", colonne portanti della tifoseria giallorossa di alcuni anni fa. Del doman non v'è certezza, della pioggia di multe purtroppo sì. Chissà che la nuova stagione non porti in dote un ombrello abbastanza grande da salvaguardare il tifo romanista.